Caratteristiche principali delle diverse onde

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Da Traderpedia.
Il modello teorico di Elliott.

Nell'introdurre la teoria di Elliott si affermava che un pregio rispetto all'illustre precedente teoria di Dow poteva essere certamente un più specifico risvolto previsionale. Infatti la semplice conoscenza del ciclo di cinque onde comporta la possibilità di individuare il probabile sviluppo futuro di un mercato, posto che si sia in grado di localizzare un punto sicuro all'interno della successione di onde.

L'ideale punto di partenza per l'inizio dell'analisi può essere l'agevole individuazione dell'inizio di un ciclo rialzista o ribassista di dimensioni importanti; le difficoltà aumentano però quando si tratta di iniziare la cosiddetta conta delle onde, allo scopo di conferire un valore previsionale sufficiente per le decisioni d'investimento. La presenza di molte deviazioni rispetto all'onda standard comporta una notevole esperienza ed abilità nel riconoscimento; tuttavia i principali elementi della teoria sono da soli sufficienti ad aumentare drasticamente l'efficacia della normale analisi tecnica.

Al fine di identificare correttamente le onde di Elliott, presentiamo alcune osservazioni circa le caratteristiche delle differenti onde che si presentano frequentemente. Si potrà notare la forte coincidenza tra le idee di Elliott e quelle di Dow, che tra l'altro è l'unico analista citato da Elliott nei suoi scritti.

L'onda 1 è la meno significativa, in quanto si può identificare con un modello di accumulazione con volumi costanti; viene generalmente confusa con un forte rimbalzo del precedente mercato ribassista e per questo molti operatori sfruttano questa occasione per aprire posizioni corte. Questa è la ragione del pesante ritracciamento che caratterizza l'onda 2 (almeno il 66%), che quindi va frequentemente a formare una configurazione di tipo doppio minimo.

L'onda 3 è statisticamente l'onda più forte, sia nel senso di durata temporale che di guadagno percentuale; per questo sono solitamente ben definite le cinque sub-onde di dimensione minore al suo interno. La ragione del fenomeno sta nella rottura del massimo generato dall'onda 1, che genera segnali d'acquisto sui quali intervengono diversi investitori per il fenomeno della resistenza.

L'onda correttiva 4 è solitamente una correzione complessa e duratura, che provoca frequentemente falsi segnali tecnici. La ragione di questa importante correzione sta negli eccessi rialzisti dell'onda 3.

L'onda 5 può essere il movimento d'impulso più forte, se ci troviamo in presenza della fine di un ciclo di dimensioni importanti, in cui si ravvisa l'euforia rialzista tipica della fase speculativa di Dow. Altrimenti non è affatto detto che quest'onda sia particolarmente ampia; lo stesso Elliott notava come, statisticamente, l'onda 5 si avvicinasse per tempi e dimensioni all'onda 1.

L'onda A è molto veloce e tendenzialmente ritraccia in modo piuttosto esteso. Accade frequentemente che venga interpretata come correzione in un mercato fortemente rialzista; gli acquisti massicci fanno sì che l'onda B riesca a ripercorrere buona parte della discesa dell'onda A, generando molti falsi segnali tecnici (bull traps). Va ricordato che l'onda B si sviluppa esclusivamente in tre onde, essendo un'onda di correzione.

Per concludere descriviamo l'onda C, che è spesso l'onda più complessa da modellizzare; infatti si può manifestare come normale correzione, come Flat Running Correction, come doppio minimo. Inoltre l'onda C può includere fenomeni di panico e frustrazione come nella teoria di Dow.


Esempio onde.jpg
Le otto onde di Elliott


Quindi, riassumendo, le onde 1,3,5 sono definite impulso mentre la 2 e la 4 movimenti di correzione. La sequenza a,b,c corregge l’intera evoluzione di cinque onde.

Tutti i movimenti possono essere suddivisi in onde di grado superiore. I movimenti nel senso del trend principale si suddividono in cinque onde mentre le onde di correzione possono essere scomposte in tre andamenti di grado inferiore.



Questo schema di base è identificabile sia nei grafici a breve che nei grafici a lungo termine. Una volta che il ciclo si è completato ne inizia uno nuovo.


Le regole operative fondamentali per l’individuazione delle onde sono:

1) L’onda 4 ha come limite inferiore il massimo della 1;
In parole povere l’onda 4 non deve oltrepassare il punto estremo finale dell’onda 1 nella formazione a 5 onde.

Regole onda4.jpg

2) L’onda 3 è spesso la più ampia, ma in ogni caso non è mai la minore dei tre impulsi;

Solitamente l’onda 3 è la più lunga del modello di Elliott, se l’onda 1 è più grande dell’onda 3 l’onda 5 non deve superare la lunghezza dell’onda 3.
Regole onda3.jpg
 


3) Due delle onde impulso tendono ad essere uguali, oppure ad avere un rapporto aureo (0.68) ;

4) L’onda 5 è pari a 0.68 la distanza tra il minimo dell’impulso 1 e il massimo del 3;

5) L’onda 2 non può correggere oltre l’origine dell’onda 1

Regole onda2.jpg

5) L’onda C è normalmente 1.618 volte la A e spesso termina 61.8% di A al di sotto di quest’ultima.

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