Intraday - Il trading (troppo) discrezionale

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Da Traderpedia.
«Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere il tuo entusiasmo.»
(Winston Churchill)


Il trader discrezionale ha un vocabolario operativo senza troppi orpelli, l’opinione personale governa i protocolli operativi che sono spesso disordinati e in balia delle emozioni.
• Secondo me i prezzi possono solo salire da questi livelli. Compero.
• Mi sembra che ci sia denaro e il titolo sia ben acquistato. Compero.
• Penso che, credo che, ritengo che, mi sembra che… Compero!

Esistono però diversi tipi di trading discrezionale intraday, la tipologia più “rozza” si basa su impressioni derivate dalle più diverse fonti, a volte notizie, a volte supposte correlazioni con altri indici, a volte per puro e semplice fiuto.

Si annusa quello che invece si dovrebbe vedere!

La tipologia di trading discrezionale più “raffinata” è consentita solo ai trader che conoscono diverse metodologie di trading e, sempre basandosi sulla propria percezione oggettiva del mercato, operano a volte inseguendo il trend, altre volte anticipandolo e altre volte senza un motivo che siano in grado di spiegarti. Semplicemente comperano e vendono guidati da strategie mutevoli.

La discrezionalità nel trading intraday è sempre presente (ad eccezione dei trading system) ma troppa discrezionalità lascia il trader con una compagnia molto pericolosa: i propri pensieri!

Per un trader pensare è dannoso alla propria sopravvivenza finanziaria, anche nel breve periodo. Si deve pianificare un trade gestendo le componenti di rischiosità in modo da non essere esposti a un rischio rovina o a troppo stress. Pensare apre la porta alle illusioni, nefasti pensieri capaci di irretire le deboli volontà del trader in perdita che, pur di evitare di contabilizzare un loss, espone la propria posizione a rischi dagli esiti difficilmente preventivabili.

Il fiuto lo affina con l’esperienza ma ricordate che il trading, in particolare intraday, mette a nudo la vostra personalità. Paradossalmente un trader professionista ha molte meno opinioni di un trader discrezionale alle prime armi. Negli anni ha imparato a non pensare e ad ascoltare sempre il mercato, affinando la difficile arte dell’attesa.

Un trader discrezionale deve agire con rapidità ma, con la stessa velocità, deve anche essere in grado di astenersi dal compiere operazioni prive di un rischio controllato. La conoscenza di numerose tecniche non serve ad allontanare gli artigli dell’orso, non è questa la falla nella procedura ma bensì è la troppa discrezionalità che crea insicurezza. E quindi perdite.

La discrezionalità non è negativa, lo è l’indecisione, l’insicurezza, la paura di perdere, la mancanza di un protocollo operativo. In altri termini anche la discrezionalità deve essere, paradossalmente, la più oggettiva possibile.

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