Psicologia e condizionamento nel trading

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Da Traderpedia.
"La sapienza è figliola della sperienza.
Fuggi i precetti di quelli speculatori,
che le loro ragioni non son confermate dalla isperienza"

Leonardo da Vinci


A volte il vitellino cresce e si trasforma in un toro. Capita, allo stesso modo un tenero cucciolo d'orso diventa un imponente Grizzly capace di staccare la testa a un trader con un solo colpo. Quello che però stupisce sempre è come la psicologia tenda a condizionare tremendamente l'attività di ogni trader.

Nel migliore dei casi un trader esperto acquisisce la consapevolezza dell'impatto emotivo nei propri protocolli operativi e vi pone rimedio, imbriglia le proprie decisioni in protocolli quanto più oggettivi possibili. In altri casi, nella moltitudine di casi rimasti, il trader semplicemente non si rende conto dei propri limiti. E diventa impossibile dargliene conto.

Indice

Il percorso di apprendimento

Ovviamente il percorso di apprendimento è molto diverso da persona a persona, ma proviamo ad immaginare, come puro esercizio di stile, di avere due persone completamente digiune di trading e di mercati, di appassionarli all'argomento in egual misura, di fornire ad entrambi i medesimi strumenti e le medesime tecniche. Cosa succederà nella prova finale, nel mercato?

Succederà che entrambi potranno disquisire in un forum di analisi tecnica, di patterns più o meno complessi, di ombre, di onde o di nuvole come va di moda oggi, tuttavia il loro trading sarà inevitabilmente diverso. Lo sarà perchè la psiche, la personalità, spingerà un trader piuttosto che l'altro in mercati speculativi, a leva elevatissima. Uno dei due potrebbe perfino essere irretito dalle opzioni binarie mentre l'altro potrebbe prediligere l'intraday aggressivo al multiday pianificato.

Nessuno dei due, ovviamente, ha ragione in termini assoluti, tuttavia è evidente che la propensione al rischio è condizionata da due variabili:

1) la personalità
2) la situazione patrimoniale

Non sono aspetti da trascurare nel trading, anzi sono forse elementi chiave che faranno ben comprendere, a un attento osservatore, il destino finanziario di un trader. Perchè, a meno di sequenze incredibilmente fortuite, ci sarà sempre il trader che crede di aver trovato il sistema infallibile per fare soldi nei mercati e che verrà bastonato, finanziariamente s'intende ma anche fisicamente nella sfortunata ipotesi di dover rendere conto dei propri risultati a un partner. Ed è inutile cercare di interagire con questi trader quando si coglie l'Ego che governa i trade.

Una perfetta sintesi degli errori di natura psicologica

L'8 ottobre 2013 mi capita di leggere questo messaggio in un gruppo che parla di trading:

"Io seguo solo quello che vedo e spesso mi da torto... Ma io oggi sono sempre più convinto si andrà giù... Ad ogni accenno di salita aumentavano le posizioni short... Le ricoperture dei contratti sono passate da 450-750 a 800-500.... Possono inventarsi qualsiasi cosa ma si scenderà... Sul timing potrò sbagliare... Ma io vedo la discesa... Quanto profonda lo capirò forse quando inizierà... Ma mi basta per non mettermi long ora, non lo farei neanche sotto tortura ... Nonostante sia un longhista di natura! Buona serata."

Ho salvato questo messaggio perché è una perfetta sintesi degli errori di natura psicologica che un aspirante trader commette. Non avrei potuto scriverlo meglio se avessi dovuto inventarmelo di sana pianta.Dopo questo messaggio ne seguivano uno di precisazione, ve lo riporto:

"Se domani apriamo in GAP up giuro che smetto di tradare."

Il giorno dopo, ma anche quelli seguenti, la borsa è salita e molto. Appare questo post sempre dallo stesso autore dei precedenti:

"Promessa mantenuta. Non trado più! Ora aspetto a braccia conserte finche non scendiamo almeno sotto i 18000."

Arrivati a questo punto decido di scrivere un paio di righe pure io:

Stefano Fanton: "Scusate se mi inserisco, ma quando la borsa scende tutti cercano il long, quando sale tutti lo short... Non credete ci sia da ragionare su questo aspetto? Godetevi la forza del mercato, c'è da settimane e non si può sapere quando passerà."

La risposta è stata questa:

"In disaccordo con te.... non cerco il contro trend... seguo i segnali che sono capace di trarre dai movimenti e da centinaia di considerazioni... e poi seguire il mercato non è così facile, se no saremmo tutti ricchi... ;-)"

Meglio tacere...

A questo punto ho deciso di tacere. Perché alcuni non sono in grado di capire e altri non meritano di capire. Gli errori sono molteplici, per prima cosa è evidente la non accettazione della realtà, il mercato era ed è molto forte nel momento in cui scrivo, chiusure sui massimi, recuperi veloci, c'è tutto quanto si possa desiderare.

Ma questo "aspirante Trader" è assolutamente convinto che si andrà giù. Non sa quando ma si andrà giù perchè lui, cito testualmente, "vede la discesa".
Certamente prima o poi il mercato scenderà ma è evidente che qui i fatti sono stati sostituiti dalle opinioni. E in pieno controtrend peraltro!

E, nel migliore degli stereotipi, quando gli si fa notare che il mercato è fortemente rialzista la risposta è piccata, per niente costruttiva e contiene l'inconsapevole confessione del perchè questo aspirante trader non è in grado di vedere cosa sta facendo il mercato, cito testualmente " seguo i segnali che sono capace di trarre dai movimenti e da centinaia di considerazioni".

Ma il mercato è fortemente rialzista, appena uscito da un box laterale durato anni!

Ma forse il vero problema risiede nell'ultima parte del post "e da centinaia di considerazioni". Il prezzo è l'unica variabile che non deve mai mancare nel proprio protocollo operativo, vanno bene tutti gli studi grafici che vogliamo usare ma non devono mai collidere con la realtà del prezzo. E il prezzo sta salendo da settimane. Certamente prima o poi smetterà di farlo ma voler anticipare il segnale senza chiari indizi di indebolimento del trend ci trasforma in trader-veggenti.

Non comprendere questo aspetto significa passare tutta la vita operativa a cercare giustificazioni per i movimenti, cause, effetti di notizie attese, opinioni che coincidano con la propria visione operativa. Si alimenta il lato oscuro del trading, qui risiede l'anima dell'indecisione, della paura, del non fare nulla. Perché c'è una grande differenza tra lo stare fermi e il non fare nulla.

Ogni trader gatto lo sa bene.

Un dubbio amletico...

Il mercato non è più in un trading range ma ha violato una resistenza dopo aver costruito una bear trap subito disinnescata. Gli aspiranti trader prudenti (resi prudenti dalle perdite e non dall'esperienza) hanno atteso fino ad ora ad entrare accampando le scuse più diverse. Si spazia dalla crisi internazionale Siria-Resto del mondo alla crisi di governo passando per la riduzione del pil e l'aumento dell'iva al 22%. Resta il fatto che la quasi totalità degli aspiranti trader sono liquidi e ora non sanno cosa fare.

O meglio stanno:
a) aspettando uno storno (sig!)
b) mettendosi short perchè tanto più di così non può salire
c) sbattendo la testa sul muro perchè il mercato doveva crollare e non salire

E' sempre così a ogni rottura chiave dei mercati.

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