Immaginare

Da traderpedia.
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"Il professionista cerca di fare la cosa giusta, piuttosto che focalizzarsi sul guadagno: egli ben sa che il profitto altro non è che la conseguenza di una serie di azioni corrette". (Jesse Livermore)


Per uno speculatore una delle doti importanti da possedere è l’immaginazione. Sembra strano da leggere ma è proprio così. Occorre immaginazione, si acquista un prezzo e non un titolo e, quindi, per essere un buon speculatore bisogna saper cambiare idea continuamente considerando che anche le cose più assurde e impreviste possono verificarsi. Se uno speculatore acquista un titolo a 10€ deve poterlo immaginare a 100 o a 0,10 e concentrarsi esclusivamente sui mutamenti ignorando la direzione sperata a beneficio di quella effettiva.

Immaginazione e non fantasia, una differenza di poco conto ma che si rivela, ad una più attenta osservazione, abissale.

Una qualità vincente

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Immaginare non significa essere paralizzati dalla paura o vedere pericoli ovunque.
Nel trading l'immaginazione deve semplicemente ipotizzare uno scenario opposto a quello preventivato.
All'occorrenza, così facendo, la fuga sarà veloce.


Il principale problema, che sorge con l’immaginazione, è che nel trading il sistema premiante è completamente diverso da quello della vita reale dove cambiare idea continuamente è un comportamento associato all’instabilità mentale più che al genio.

Ancorare una speculazione a un’idea di essa, a una visione o peggio a una “previsione” è quanto di più pericoloso possa fare uno speculatore, basta un solo evento imprevisto, una sola anomalia, un solo grosso movimento avverso per spazzare via dal mercato qualunque speculatore sprovvisto di un sistema di uscita dalle posizioni.

Il mercato ha una sua direzione che, è bene ricordarlo, è il frutto delle decisioni di molteplici partecipanti al mercato, ognuno con una propria visione e con propri protocolli operativi, alcuni consapevoli, altri, la moltitudine, con dei protocolli operativi inconsapevoli e non codificati. Uno speculatore deve conoscere la direzione del mercato e dello strumento finanziario che intende cavalcare, in fondo è la sola e unica cosa che gli interessa.

Più del quanto durerà, ad uno speculatore, interessa il dove sta andando il prezzo.

Il mercato è una sintesi di opinioni contrastate dove prevale, in maniera più o meno decisa, una visione di fondo dei movimenti, il mercato sale, scende o si muove con indecisione, sia al rialzo che al ribasso.

Una volta individuata la direzione del mercato a nulla serve ipotizzare la durata del movimento, ad uno speculatore interessa procedere accompagnando i prezzi e, nel contempo, attuare degli stratagemmi per impedire che la direzione del mercato si trasformi in una meta ideale, in una fantasia e, infine, in un incubo.
Inaspettatamente l’immaginazione è una delle qualità vincenti nella speculazione professionale.

Immaginate quindi.
Ogni scenario, se può essere pensato, ha una possibilità di verificarsi.

Immaginare e prevedere, sottili differenze

Vorrei portarvi il commento di un novizio, nelle sue parole c'è la piena consapevolezza della differenza che esiste tra immaginare e prevedere.

"Ho cominciato un anno e qualche mese fa. Non studio abbastanza, perdo sul serio. Secondo me spesso voi che siete esperti fate una "stima", non una previsione o un indovinare. Intendo la stima che viene dall'estimo, disciplina scientifica. Io sono agronomo e conosco la frutta e i frutteti. Se entro in una vigneto di uva da tavola riesco a stimare la produzione. Non è una previsione, ho visto talmente tanti vigneti che inconsciamente moltiplico il peso medio dei grappoli (ne ho visti talmente tanti che SO quanto pesa un grappolo di quelle dimensioni, mediamente) per il numero di grappoli per pianta (stessa cosa, in un metro lineare di tralcio si fa presto a stimare il numero) per il numero di piante.

Quando l'hai fatto molte volte, viene automatico. Ad un certo punto smetti di fare le moltiplicazioni (perché le fai inconsciamente) e ti viene alla mente solo il numero finale. Sembra una previsione, ma in realtà è una stima. Nasce dalla conoscenza e dall'esperienza.

I trader esperti e profittevoli, fanno stime basate sulle conoscenze pregresse e sulla grande esperienza. Credo che quando si sia visto migliaia di grafici e candele e andamenti e lateralizzazioni possa succedere che si possa condensare il tutto in una "stima" di dove andrà il prezzo, che suona come una previsione ma che in realtà è il risultato inconscio delle esperienze - la conoscenza del mercato - e delle conoscenze accumulate."

Esercizio di stile, immaginazione o "Egotite"?

Appare un post sul gruppo Traderpedia di Facebook:


Entro le 21.30 ricordatevi di LONGARE DAX, S&P e NASADQ100..

Prevedo uno SPIKE UP prima delle 22.00 che permetterà agli stessi di chiudere in area: 9530 DAX - 1962 S&P - 4270 NASDAQ...

Se ci indovino quale sarebbe il premio??

‪#‎AllenamentoDaFlatMentreCeno


Mi viene posta una domanda in merito a un argomento molto interessante, la domanda è semplice: "Stefano Fanton tu li fai mai (o li hai mai fatti) questo tipo di esercizi?"

La mia risposta non poteva che essere questa:

Li rifuggo, al pari di una molesta pioggia estiva nel bel mezzo di una festa lacustre. Il lago è composto dal medesimo elemento della pioggia e ne ricava beneficio, il nocumento è tutto per chi si trova in riva al lago a cenare.

Prevedere la pioggia, e andare ugualmente a cena , è disfunzionale. Prevedere la pioggia e, in virtù della previsione, rinunciare alla cena è senza dubbio una bella soddisfazione. Prevedere che ci sia la pioggia o meno, sapendo che in ogni caso non si andrà al lago, non rende alcuna utilità personale.

L'Egotite però, malattia dell'Ego, ne viene alimentata. Se la previsione si rivela corretta si dirà: ecco, visto che bravo che sono, l'avevo previsto (poveri fessi voi che siete andati al lago a cenare). Se la previsione è sbagliata si dirà: beh, gli elementi per far supporre un temporale c'erano tutti (e quindi non ho sbagliato).

In ogni caso l'elemento più pericoloso è l'apprezzamento della folla ascoltante perché, qualora la previsione si riveli giusta, invocheranno il previsore riempiendolo di apprezzamenti.

Nella parola BRAVO ci sarà sempre il grande pericolo perché, a furor di popolo, dopo un po' il nostro EGO ci ingannerà al punto di credere veramente di essere BRAVI, di poter prevedere la pioggia, la sua durata e la sua intensità.
E quindi no, non faccio e non farò mai questi esercizi perché non ho la più pallida idea della quantità e qualità di pioggia attesa, nonché dell'orario della sua presenza e fine.

Effetti nocivi

Tutti i trader, quando operano, "immaginano" una direzione. La ritengono più probabile, al punto da preferire l'ingresso in posizione all'attesa.

Nella nostra mente la battaglia tra logos e pathos è continua e a volte può capitare che una delle due controparti prevalga momentaneamente sull'altra. Pathos si diverte nel trading, logos è più razionale, e tuttavia quando emerge una previsione senza il seme della sua distruzione, c'è sempre l'apparizione di un'aspettativa e una convinzione. L'ego si rafforza da questo tipo di previsione quando viene azzeccata e l'effetto nocivo principale è la demolizione del piano di investimento razionale (entrata in trend del prezzo, stop loss fisso e profit dinamico in trailing), impedendone l'attuazione.

Le conseguenze possono rivelarsi nefaste,fino - in caso di operazioni controtrend e a leva elevata, all'azzeramento del capitale.

Un altro effetto nocivo, assolutamente non trascurabile, si presenta quando la previsione viene fatta in pubblico e poi si avvera.

"Bravo! Ma come hai fatto? Sei un campione!"

Questi apprezzamenti sono veleno per la visione neutra perché un trader non equilibrato potrebbe, giocoforza, finire col convincersi di essere veramente in grado di prevedere i movimenti. La loro durata e la loro intensità. C'è sempre chi ci prova continuamente... 

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