I punti sensibili per lo scalping

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Da Traderpedia.
«Quel che temiamo più di ogni cosa,
ha una proterva tendenza a succedere realmente.»

(Theodor W. Adorno)


Per uno scalper la scelta dei titoli sui quali operare è fondamentale per rendere più agevole la propria operatività. La scelta è pressoché limitata ai titoli principali del listino, sono più liquidi, densi ed efficienti. Saltuariamente lo scalper può lavorare sui titoli a minore capitalizzazione ma solamente quando ci sono situazioni di forte ipercomprato o ipervenduto accompagnate da ingenti scambi.

Partendo dal presupposto che non si può operare con la propensione al rischio di un altro trader, ognuno dovrà selezionarsi i propri titoli in funzione del tipo di trading che desidera fare.

Ma non sono solo i titoli a dover essere selezionati e monitorati, lo scalper conosce alcuni punti sensibili che meritano la massima attenzione e sono:
• i valori di chiusura precedente;
• i valori di apertura;
• il massimo della giornata;
• il minimo della giornata;
• il massimo storico;
• il minimo storico;
• il massimo di periodo;
• il minimo di periodo;
• i livelli vicini alla sospensione per eccesso di rialzo o di ribasso;
• i supporti;
• le resistenze;
• le cifre rotonde;
• i pivot point;
• i valori del tempo.


La chiusura della sessione precedente, specie quando coincide con il massimo o minimo della sessione, va sempre monitorata, allo stesso modo il valore di apertura della sessione corrente potrebbe diventare un valido livello di supporto o resistenza durante la sessione. Tutti i book o i ticker segnalano, solitamente con una m minuscola e con una M maiuscola rispettivamente il minimo e il massimo raggiunto nella sessione corrente, si tratta di livelli molto importanti per l’intraday e per lo scalping, punti dove solitamente si scatena la volatilità. Altre volte sono utilizzate delle linee colorate di rosso per il minimo o di blu per il massimo. Un discorso diverso per il massimo e per il minimo storico, livelli importantissimi per il multiday e che non vengono segnalati nel book, al pari dei massimi e minimi di periodo ma che, tuttavia, bisogna conoscere.

Anche i supporti e le resistenze sono punti sensibili per lo scalper, una volta individuato un livello tecnico, ad esempio un supporto, l’operatività può essere di attesa per valutare la rottura del supporto, oppure lo scalper può anticipare la rottura del supporto shortando prima del superamento del livello.

Ugualmente lo scalper può prendere posizione long sul supporto, e quindi con uno stile di trading “contrarian”. In questo caso lo stop sarà posto sul livello stesso del supporto o al massimo un paio di tick sotto. Generalmente non si acquista mai sul supporto ma almeno un livello prima per poter poi chiudere con un modesto loss sul supporto stesso (ovviamente valutando il cedimento dello stesso con il book e il ticker).

In particolare sull’apertura di operazioni contrarian, e quindi caratterizzate da una grado di rischio maggiore, è consigliabile evitare ordini di acquisto o vendita al meglio prediligendo una paziente attesa in coda al book. Questo permette di potersi revocare velocemente in caso la situazione volga al peggio ma consente anche di limare di un tick un’operazione che, è bene ricordarlo, viene fatta contro il trend.

Lo scalping contrarian sui supporti deve avere stop loss risicati, molti trade verranno chiusi in loss di uno o due tick ma quando si entra su un supporto che tiene le soddisfazioni sono molte. Occorre esperienza per valutare da un book la tenuta di un livello ma, come per tutte le cose, si tratta solamente di sapere cosa osservare e di osservarlo. Se poi l’acquisto in coda non avviene, sta allo scalper l’onere di decidere se revocare l’ordine (generalmente consigliato) o inseguire velocemente i prezzi.

Vanno quindi selezionati i titoli in prossimità di supporti e resistenze, in particolare sui livelli chiave. E uno dei livelli chiave più importanti è un livello che di tecnico ha ben poco, capace di influenzare la psiche degli speculatori senza un preciso motivo: la cifra rotonda.
Il passaggio da 0,99 a 1€ o da 9,99 a 10,00€ e, in misura minore, le altre cifre rotonde, 20€, 30€ solo per citarne alcune, hanno la capacità di sviluppare volatilità, creare resistenze e supporti, vanno quindi attentamente monitorati anche per il cambio di valore del tick che a volte si manifesta. In particolare quota 1,00 riveste un’importanza da non trascurare, a volte si assiste a una vera e propria esplosione dei prezzi con movimenti dei prezzi anche sostanziosi.

Molti scalper tengono in considerazione anche i livelli individuati dai Pivot Point, si tratta di soglie calcolate tenendo conto dei valori di massimo, minimo, apertura e chiusura della sessione precedente e che vengono ritenuti supporti e resistenze. Ogni software professionale di Analisi Tecnica permette un calcolo veloce dei Pivot Point, personalmente non li ritengo così importanti, tuttavia possono meritare una rapida occhiata. Nulla di più.

Un discorso a parte meritano i livelli del tempo, che come ogni scalper sa, rivestono un’importanza fondamentale nell’attività di trading intraday. Il tempo di negoziazione non è uguale ora per ora, ci sono delle zone temporali molto rischiose per lo scalper. In particolare l’apertura, pur con la grande volatilità e le numerose occasioni che presenta, andrebbe evitata per almeno 30 minuti dagli scalper novizi, grandi e veloci performance sono possibili come grandi e veloci loss.

I book scalpitano, sono veloci, a volte poco densi e si modificano velocemente, occorre esperienza e conoscenza del titolo che si intende scalpare. L’altra zona temporale pericolosa è quella a ridosso del rilascio dei dati economici, spesso i book si paralizzano prima dei dati per poi esplodere velocemente in una direzione ben difficilmente individuabile ex-ante.

In misura minore, ma pur sempre degna di nota, la zona temporale a ridosso dell’apertura delle borse americane va evitata, troppo alto il rischio di un rapido ribaltamento della situazione tecnica.
 

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