Futures

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Da Traderpedia.

I futures sono dei contratti che hanno per oggetto la compravendita a termine di un’attività reale o finanziaria definita sottostante (futures su materie prime, indici, tassi, titoli). Il valore del futures deriva quindi da quello del relativo sottostante. I futures hanno condizioni e scadenze standardizzate e sono negoziati in mercati regolamentati. A Piazza Affari l’indice di riferimento per i futures sull’indice è FTSEMib, che comprende i 40 principali titoli della borsa di Milano.

Indice

I futures

Compito della borsa valori è specificare:

• le caratteristiche dell’attività sottostante;
• l’ammontare che il venditore dovrà consegnare per ogni contratto stipulato;
• il luogo di consegna;
• il periodo del mese in cui si può effettuare la consegna;
• il metodo di quotazione dei prezzi;
• i limiti alle oscillazioni giornaliere dei prezzi e alle posizioni degli operatori.

I contratti futures offrono una serie di vantaggi all’investitore. Innanzitutto il capitale necessario per la compravendita di un contratto future (margine iniziale di garanzia) è una frazione del valore del relativo sottostante; conseguentemente, i guadagni e le perdite risultano amplificate grazie all’effetto leva. Inoltre, con un solo contratto, si replica in pratica l’investimento in un paniere di titoli, con costi di negoziazione però molto più bassi. I contratti futures sono liquidi e standardizzati. È possibile operare al rialzo acquistando uno o più contratti oppure al ribasso semplicemente vendendo uno o più contratti. Per chiudere l’operazione basterà porre in essere un’operazione contraria andando a vendere quello che si era acquistato o andando a comperare quello che si era venduto. I contratti futures possono essere usati in vari modi:

• come strumenti di copertura, principalmente dagli investitori istituzionali, che in determinate situazioni di mercato hanno la necessità di immunizzare dei portafogli senza andare a smobilizzare i titoli. Su un portafoglio “coperto”, le eventuali perdite sui titoli saranno compensate dagli utili sui futures a copertura (e viceversa);

• come strumenti di arbitraggio, anche in questo caso da operatori istituzionali che sfruttano i temporanei disallineamenti fra il valore del derivato e quello del sottostante;

• come strumenti di trading, da parte anche dell’investitore comune che assume posizioni al rialzo o al ribasso per sfruttare l’effetto leva proprio dei futures.

Senza dubbio la peculiarità più importante dei contratti derivati è il valore nominale, cioè il controvalore su cui effettivamente si opera e che consente di fare grossi guadagni o perdite impiegando somme di danaro inferiori a quelle necessarie per acquistare i titoli che compongono il future. Per quanto riguarda i contratti “future FTSE/Mib” e mini-future FTSE/Mib, il valore nominale è ottenuto moltiplicando la quotazione del contratto per 5 (nel caso del future FTSE/Mib) o per 1 (nel caso del mini-future FTSE/Mib), quindi ad una quotazione del future FTSE/Mib o del mini-future FTSE/Mib pari a 40.000 punti avremo:

Valore nominale del future FTSE/Mib = 40.000 x 5 = 200.000 €
Valore nominale del mini-future FTSE/Mib = 40.000 x 1 = 40.000 €
Al fine di eliminare il rischio di insolvenze nelle negoziazioni tra acquirente e venditore si frappone la Cassa di Compensazione e Garanzia (Ccg). Ciò vuol dire che tutte le operazioni, sia in acquisto che in vendita, hanno come controparte la Ccg che, per consentire di operare, richiede che siano versati i cosiddetti margini di garanzia.

I margini di garanzia

I margini di garanzia possono essere così suddivisi:

Margine iniziale. Per poter eseguire operazioni di compravendita in future FTSE/Mib o mini-future FTSE/Mib è richiesto il versamento di una somma di denaro, detta margine iniziale, in un apposito conto che la Ccg userà nel caso in cui l’investitore dovesse risultare inadempiente. Il margine viene calcolato in termini percentuali sul controvalore dell’operazione; tale percentuale non può essere inferiore al 7,5% che è quanto la Ccg richiede all’intermediario. L’intermediario, generalmente la Banca o la Sim, richiederà all’investitore finale una percentuale superiore a garanzia del rischio di insolvenza da parte della clientela nel caso di forti oscillazioni. Generalmente, i margini iniziali richiesti alla clientela vanno dal 10% al 15%.

Margine di variazione. Nel caso in cui vengano lasciate posizioni aperte overnight (che non vengono chiuse in giornata ma mantenute aperte per due o più sedute di borsa) sarà necessario adeguare il margine iniziale già versato al nuovo valore del contratto. Verranno quindi liquidate giornalmente le perdite o i profitti.

Scadenze dei contratti

Le scadenze dei contratti future e mini-future sono marzo, giugno, settembre e dicembre. L’ultimo giorno di contrattazione per ogni scadenza è fissato nel terzo venerdì del mese chiamato dagli operatori “il giorno delle 3 streghe”. Sono trattate solo le tre scadenze più vicine, nel caso del future FTSE/Mib, o le due scadenze più vicine nel caso del mini-future. Se si decidiamo di mantenere le posizioni oltre la scadenza (esempio se abbiamo acquistato il contratto con scadenza a settembre e alla scadenza decidiamo di mantenerlo in quanto le quotazioni sono in salita) dovremo effettuare l’operazione di rollover cioè dovremo vendere il contratto di settembre entro l’ultimo giorno di negoziazione, il terzo venerdì del mese di scadenza ed acquistare quello di dicembre. In caso contrario, se ci ritroveremo ancora il contratto in portafoglio, questo sarà chiuso al “prezzo finale di regolamento” e cioè il valore dell’indice FTSE/Mib calcolato sui prezzi di apertura dell’ultimo giorno di negoziazione.

Altre tipologie di futures

Oltre ai futures sui titoli azionari esistono altre tipologie di futures, le principali sono i currency futures e i commodity futures.

Un currency futures è un contratto futures che obbliga a scambiare una valuta per un’altra ad una data specifica, al cambio fissato alla data della contrattazione. Questo contratto può essere usato per gestire i rischi legati alla fluttuazione dei cambi, ma trova ampia applicazione anche a fini speculativi.

Un commodity futures è un contratto futures che prevede la negoziazione di una prefissata quantità di merce ad un prezzo e a una data prefissata. Il prezzo del future non include anche le carrying charge, cioè le commissioni che coprono i costi di magazzinaggio e assicurazione della merce.

Vedi anche:

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