Borsa valori

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Da Traderpedia.
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«La borsa richiede convinzione, questo è certo.
Com’è certo che travolge gli indecisi».

(Peter Lynch)


La borsa valori è un istituto organizzato presso cui si svolge il mercato borsistico telematico, nel quale si possono comprare e vendere azioni, titoli di Stato, warrant, diritti, opzioni, titoli rappresentativi di capitale di rischio e qualsiasi altro titolo che permetta l’investimento di capitali. Le operazioni di borsa sono fatte da intermediari specializzati, le cui funzioni sono di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta dei suddetti titoli finanziari.

Per la borsa ciò che conta è che ci siano scambi di titoli e che, tra il valore di acquisto e quello di vendita, ci siano delle differenze che determinano un guadagno o una perdita per le parti in causa. Solo in presenza della differenza di prezzo si dà vita e si vivacizza l’attività di borsa, e in questo modo la borsa diventa un mezzo in grado di favorire la nascita e lo sviluppo di forme alternative d’investimento e di risparmio.

Dal punto di vista storico, secondo alcuni studiosi, un’attività simile a quella delle borse attuali si può far risalire al Collegium Mercatorum dei Romani, attivo nel V secolo a.C. In quell’epoca i mercanti compravano e vendevano diritti di acquisto e di cessione di ogni sorta di merce, ancor prima che venisse immessa sul mercato, avviando delle vere e proprie speculazioni sui prezzi dei beni futuri; oltre a ciò nei mercati venivano comprate e vendute ingenti quantità di beni con lo scopo di trarre profitto tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

La borsa, qual è oggi generalmente intesa, ha però avuto origine nel XV secolo nelle città più spiccatamente mercantili delle Fiandre, della Francia, della Germania e dell’Italia. Dato il continuo aumentare delle corporazioni d’arti e mestieri e delle connesse attività produttive e commerciali, i mercanti e i banchieri sentirono il bisogno di riunirsi non più saltuariamente in occasione delle fiere e delle esposizioni tradizionali, bensì a intervalli regolari e in luoghi prefissati per svolgere con continuità e sicurezza i loro affari.

Si ritiene che il termine “borsa” derivi dalla denominazione di una famiglia di banchieri di Bruges in Belgio: i Van de Bursen, i quali svolgevano il commercio del denaro in un palazzo il cui frontone era ornato dal loro stemma raffigurante tre borse.

Ma è solo nel 1487, nella città di Anversa, che venne fondata la prima vera borsa dell’Europa occidentale, che prese il posto di quella di Bruges e che divenne la più importante città europea come centro di traffici per il commercio del danaro.

Nel 1561 ad Amsterdam fu poi fondata una borsa che sostituì quella di Anversa, focalizzata sia sulle contrattazioni di merci sia su quelle di valori.

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La borsa di Amsterdam nel 1612.


In seguito furono costituite numerose borse nelle principali città europee: nel 1808 quella di Milano, nel 1821 quella di Roma e in seguito quelle di Genova, Torino, Firenze e di altre città italiane. Oggi il sistema borsistico interessa quasi tutti i Paesi del mondo dove sono presenti sviluppate economie di mercato. È fuori dubbio che le borse hanno spesso favorito la speculazione, sia sulle merci in generale che sui prodotti agricoli in particolare, sia sui titoli bancari che sulla cartamoneta, ma ciò nonostante alla borsa è oggi attribuita un’importanza fondamentale: è vista come il vero termometro che misura lo stato di salute dell’economia di una nazione.


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