VITA DA TRADER - Innocenti domande...

Da traderpedia.
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"La gratitudine è un debito che di solito si va accumulando,
come succede per i ricatti: più paghi, più te ne chiedono."

(Mark Twain)


Nasce tutto da una innocente domanda, una richiesta veramente terribile da sentirsi fare, specialmente quando è un vecchio amico che te lo chiede.

- “Posso venire a vederti mentre operi?”
- “Ok, passa domani alle 8 e 45.”

Arriva alle 9.10, devo alzarmi dalla scrivania per aprirgli in piena apertura con i futures che scalpitano, il mio ospite si piazza come una scimmia attaccata ad un banano sulla scrivania e mi rompe la mia amata routine.

Amo seguire i mercati fumando un sigaro cubano e, a volte, guardandomi un film con il proiettore, mi rilassa avere delle piccole distrazioni, d’altronde ci sono ospiti di tutti i tipi, la variante salutista si infastidisce se fumo un sigaro cubano, la variante “muffa” porta una pegola talmente grande che mi fa chiudere anche 10 trade di fila in perdita e la variante “Conte Maschetti” (quella abituale) mi costa almeno 50€ perché devo pagargli colazione e pranzo. Come minimo.

Comincia la battaglia tra compratori e venditori, ho delle posizioni aperte dalla giornata precedete in guadagno. I commenti del mio ospite non tardano a comparire.

- “Secondo me scende. Non chiudi la posizione?”

Quando iniziano a moltiplicarsi i commenti sui mercati la situazione diventa molesta. Il Conte Mascetti ha letto tutti i miei libri, conosce la mia avversione per alcuni precisi termini tra i quali:
• “io penso che”,
• “secondo me”,
• “il mercato scenderà”,
• “il mercato salirà”,
e tutto quello che ruota attorno al concetto di previsione e divinazione.

Gli spiego perché non vendo, la situazione tecnica è neutra, non vi è alcun motivo per chiudere il trade ma, mentre mi dilungo a illustrare alcuni concetti di analisi grafica, i prezzi scendono velocemente e io chiudo la posizione.

Nella sua faccia compare un ghigno quasi impercettibile che diventa serafico quando dice:

- “Visto che avevo ragione? Dovevi ascoltarmi e vendere.”

Tacere è la mia difesa. Ha ragione negli effetti ma torto nel metodo, un concetto che solo un trader smaliziato può comprendere pienamente.

Dopo che ho venduto attendo l’occasione propizia per aprire qualche posizione, ma non si presenta. Il mio amico “scimmia sul banano” mi segnala un acquisto tecnicamente inesistente che però, secondo lui, è buono. Aspetto.

Sento la sua testa che, impercettibilmente, oscilla come a voler dire “no, non ci siamo”.

- “Secondo me sale. Perché non comperi?”

Inizio ad irritarmi, anni di pratica Zen e l'aver scritto Lo Zen e la Via del Trader Samurai, mi trattengono da un acquisto impulsivo solo per far cessare quell’impercettibile oscillazione della sua testa. Ripeto dentro di me il mantra del trader.

E’ un grande esercizio di autocontrollo.

Il mercato sale, acquisto e ancora devo sorbirmi l’immancabile commento:

- “Visto che è salito? Avevo ragione anche questa volta!”

Ci provo, cerco di spiegargli che il mio lavoro non consiste nell’essere bravo anticipando i movimenti, che si tratta di un giusto rapporto rendimento rischio. Credo abbia capito ma non ne sono poi così sicuro.

Liquido tutte le mie posizioni e aspetto, a breve escono importanti dati e i mercati sono ficchi, io pure.

L’uomo "scimmia sul banano" è ancora qui, lo sento sospirare, muovere nervosamente le mani giocherellando con i miei oggetti sacri, la mezza sfera di cristallo di Lehman Brothers e la moneta d’argento con inciso un toro e un orso. I suoi piedi iniziano a battere il tempo, arrivo anche a sentire il suo respiro, tanto i miei sensi sono dilatati.

Per un attimo temo sia solo la mia immaginazione, alla fine mi chiede quasi spazientito:

- “Ma perché non fai nulla? Non vedi che c’è sempre qualcosa che si muove?”

Decido di ignorarlo, propongo un caffè. Il mio malessere emotivo cresce …

E’ arrivato mezzogiorno, mi invita a pranzo e accetto anche se normalmente mi mangio un panino al volo mentre seguo i terminali. Il mio amico si ingozza all’inverosimile e poi, al momento di pagare il conto sparisce in bagno. Pago io, ritorna poco dopo con l’immancabile frase:

- “Ah, hai già pagato tu? Volevo offrire io, vabbè, pago la prossima volta.”

La giornata scorre, faccio qualche operazione, prendo qualche stop. Solite cose. Chiudo con un discreto profitto, nulla di eccezionale. Però quasi tutte le operazioni il mio amico le aveva viste prima e, per questo, si sente un novello Gordon Gekko.

Mi fa i conti in tasca su quanto ci mette lui a guadagnare 1.000€ e poi se ne viene fuori con la fatidica domanda, quella che temo più di tutte:

“Ci vediamo anche domani?”

Note:

  • Stefano Fanton, l'autore di questa storietta, vi assicura che è assolutamente vera.
  • A titolo di esperimento sociale, per almeno un mese, ho pagato la colazione al Conte Mascetti, curioso di vedere quando avrebbe fatto vedere il colore del suo portafoglio. Una curiosità ancora viva.

Altre innocenti domande...

  • "Mi presti 10.000 euro? Te li ridò tra 3 mesi."
    Fatto, persi i soldi e perso l'amico.
  • "Mi passi un trading system che funziona? Uno semplice da 3-4.000€ al mese."
    Spiego che sistemi del genere non esistono, bisogna utilizzare una batteria di sistemi o adattarli alla volatilità perchè quello che funziona oggi tra qualche mese potrebbe non funzionare più. Non vengo creduto. Perso l'amico :)
  • "Perché non gestiamo insieme un trading system? Io metto il sistema e tu i soldi."
    Questa meriterebbe una storia a parte...

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