Pivot point

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Da Traderpedia.
«Se compri un titolo con la speranza che salga, ti resta solo la speranza.»
(W. D. Gann)


Quando sentiamo un analista tecnico che spiega un'analisi spesso sentiamo citare livelli di supporto e di resistenza che non trovano alcun riscontro grafico. Proviamo a ricercare ipotetiche proiezioni di trendline, cerchiamo supporti e resistenze lontane nel tempo ma i valori non collimano mai. Da dove vengono questi valori? Perché ci si aspetta un determinato valore dei prezzi come supporto alle quotazioni in discesa? Uno dei “trucchi” operativi che i trader utilizzano per individuare i supporti e le resistenze è quello di calcolare i pivot points.

I pivot point o punti di perno se vogliamo utilizzare l'equivalente italiano, sono dei livelli di supporto e resistenza, validi per la seduta successiva, calcolati impiegando delle formule matematiche. La loro introduzione si deve ad un floor trader di Chicago, Neil Weintraub e, successivamente da Charles Le Beau e David W. Lucas che ebbero il merito di pubblicare la prima formula completa dei pivot nel loro volume "Computer Analysis of the Future Market”.

Indice

Calcolo dei pivot point

Il loro calcolo è semplice, i dati necessari sono:


Calcolo dei Pivot Point:

1° Pivot di Supporto: S1 = (2 * AP) - H
1° Pivot di Resistenza: R1 = (2 * AP) - L
2° Pivot di Supporto: S2 = AP - (R1 - S1)
2° Pivot di Resistenza: R2 = (AP - S1) + R1
3° Pivot di Supporto: S3 = S2 - (Massimo - Minimo)
3° Pivot di Resistenza: R3 = R2 + (Massimo - Minimo)


Principi e utilità dei pivot point

Calcolati i sei livelli il loro impiego risulta semplicissimo. S1, S2, S3 sono i tre supporti attesi mentre R1, R2, R3, le tre possibili resistenze. Non ci resta che attendere il loro interessamento! Quando i prezzi raggiungeranno uno dei livelli lo considereremo come un supporto o resistenza veri e propri operando di conseguenza ma con l'accortezza di validare il segnale con il book o con i candlestick.


Pivot vt 1.jpg
Visualizzazione dei pivot points. Grafico intraday a 15 minuti del future della Borsa Italiana.


Come si vede dal grafico la visualizzazione dei pivot points è perfetta e sembra funzionare anche molto bene. Già da una primo approssimativo esame sembra che effettivamente il mercato senta i pivot e li consideri livelli tecnici dove lateralizzare o invertire la tendenza.

Il principio dei pivot è basato sul contenimento dei prezzi tra i vari supporti e resistenze, il maggior movimento di prezzi è atteso proprio in questi livelli. Ad esempio al superamento di R1 il prossimo livello obiettivo sarà R2 oppure una posizione short potrà essere aperta in caso di rottura del supporto S1 con obiettivo S2 e successivamente S3.

Utilizzo dei pivot point

L'utilizzo dei pivot come punti di svolta attesi o come livelli da violare, trova la sua collocazione naturale principalmente tra i trader che operano intraday su strumenti derivati come il future sull'indice di borsa o sui covered warrant. Tuttavia i pivot, intesi come supporti e resistenze di un movimento possono essere utilizzati anche per generare livelli operativi su grafici anche settimanali o mensili, prezzi che vengono poi monitorati per consentirne la validazione operativa.

I pivot points sono uno strumento utile da aggiungere all'arsenale di un trader poiché permettono di calcolare velocemente i livelli sui quali si registrano statisticamente le maggiori reazioni del mercato.

L'utilizzo dei pivot point a fini speculativi, che comunque va congiunto con altre forme di analisi, si presta a due utilizzi distinti:

1) Il primo modo di utilizzo consiste nella determinazione del trend primario. La logica è semplice, se il pivot viene violato al rialzo si ritiene il mercato in fase bullish, se cede la propria quota alle forze dei venditori il mercato è ribassista. Ogni giorno vanno ricalcolati e quindi le loro indicazioni operative, qualora si calcolino sui dati daily, valgono per i trend di brevissimo respiro.

2) Il secondo metodo di utilizzo dei pivot prevede di utilizzare i livelli generati dai pivot per entrare e uscire dal mercato, per posizionare gli stop o un ordine debordant.


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