Le principali formazioni grafiche

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Da Traderpedia.

Partendo dall’assunto che la storia si ripete ciclicamente è possibile individuare, nel mercato, delle sequenze di prezzo propedeutiche alla preparazione del movimento seguente. Queste “formazioni grafiche”, patrimonio acquisito da ogni analista tecnico, erano tenute in considerazione da Gann che le riteneva altamente affidabili.

Le formazioni sono chiamate:

Ogni formazione grafica va osservata attentamente nel suo delinearsi e va valutata di volta in volta considerando sia la situazione generale che la fase corrente del mercato.

Un doppio minimo, in un trend al ribasso, è affidabile se è accompagnato da volumi in espansione e da forti rialzi dopo il secondo minimo, le formazioni d’inversione che esitano nella corsa dei prezzi, dopo il completamento, sono poco affidabili e non vanno assolutamente prese in considerazione, il tempo di formazione è fondamentale.

Vediamo nel dettaglio le tre configurazioni grafiche da ricercare alla fine o all’inizio delle quattro fasi del mercato.


La prima formazione da tenere in considerazione è il minimo/massimo arrotondato, detto anche “formazione a piattino” perché si realizza quando i prezzi prima scendono gradualmente, poi si appiattiscono per un certo periodo, quindi si riprendono in una graduale salita che segnala l’inizio di un mercato al rialzo, appunto con un movimento a “piattino”.

Questa particolare formazione appare solitamente, dopo estesi movimenti al ribasso o al rialzo ed è caratterizzata da una velocità di formazione molto lenta. Proprio la combinazione di queste due caratteristiche, il formarsi dopo un esteso movimento e la lunga estensione temporale necessaria al compimento, ne fanno un elemento esplosivo per il futuro movimento di prezzi. C’è da sottolineare che i volumi risultano decrescenti nella fase iniziale della congestione e crescenti nella fase finale.

Per la figura di massimo arrotondato valgono le stesse considerazioni fatte ma applicate in senso inverso.


Massimoarrotondato.jpg
Massimo arrotondato


Per individuare i possibili obiettivi di prezzo non esistono regole precise, si deve osservare l’ampiezza del trend precedente, la durata della formazione e l’ampiezza della figura. Non è comunque raro che la formazione ritracci il 100% del movimento precedente a volte perfino superandolo.

A completamento di quanto esposto va aggiunto che questa formazione è piuttosto rara.


Molto più rintracciabile della formazione a piattino è quella del doppio minimo caratterizzata dalla presenza di due punte separate da una reazione dei prezzi. Solitamente si forma seguendo queste fasi: una discesa rapida del prezzo porta alla realizzazione di un nuovo minimo, da questo livello il prezzo si rianima ma non a tal punto da invertire la tendenza, creando comunque un massimo relativo.

Raggiunto tale massimo relativo riprende la discesa del prezzo e si arresta al livello del minimo precedente, da qui si genera l’inversione di tendenza definitiva poiché l’offerta ha esaurito la sua forza ribassista. Nella quasi totalità dei casi il secondo minimo rimane sopra il primo, tuttavia il modello conserva la sua validità anche nel caso in cui la seconda reazione raggiunga il livello del minimo precedente. La figura di doppio massimo ha una conformazione esattamente speculare.


Doppiominimo.jpg
Doppio minimo


Possiamo osservare alcune interessanti particolarità in questa figura di doppio minimo; i due minimi sono sullo stesso livello e il primo minimo si forma a seguito di un forte ribasso che ha portato il titolo a perdere circa il 70% del suo valore in pochi mesi. La reazione che segue il primo minimo e la formazione del secondo minimo sono il presupposto di una duratura inversione del trend e, come possiamo osservare, il movimento rialzista che segue il secondo minimo è deciso e veloce. Secondo Gann questo tipo di reazione è estremamente affidabile, decisione e velocità sono gli elementi essenziali che la costituiscono.

Va ricordato che quando si forma un doppio minimo si deve verificare la presenza dei fattori di “velocità e decisione” come conferma del segnale.

Se un doppio minimo si presenta a distanza di diverse settimane, solitamente da 3 a 7, si può utilizzare una particolare tecnica per individuare in anticipo il suo obiettivo.
Dal primo minimo si traccia un angolo 1x1 e dal secondo minimo un angolo 2x1, dal loro incrocio s’individua un punto importante per il cambiamento del trend.


Doppiominimo proiezione.jpg
Proiezione della 1x1 e 2x1 dal doppio minimo


Per prima cosa calcoliamo l'angolo 1x1, che misura 45 gradi reali sul il piano correttamente impostato. Nel capitolo "Angoli di Gann" approfondiremo questo problema, per adesso fidatevi. L'angolo 1x1 non sempre corrisponde all'angolo a 45 gradi. Gann raccomanda di tracciare sempre l'angolo 1x1 da tutti i minimi e massimi importanti, i livelli che delimita rappresentano il confine tra mercato con trend forte e mercato con trend debole. Dal secondo minimo tracciamo una retta 2x1. Oltre ad individuare un primo livello di supporto ci fornirà (tramite l'incrocio con la retta 1x1) il punto di inversione. Avanziamo.

Tracciato l'angolo 1x1 dal primo minimo e 2x1 dal secondo minimo, individuiamo un punto che dovrebbe essere un primo obiettivo o zona di possibile inversione. Prestiamo molta attenzione al livello individuato, spesso coincide con una temporanea o definitiva interruzione del movimento.


La figura di triplo massimo o minimo è, secondo Gann, la più significativa; un fallimento di rottura al terzo attacco (di un massimo o di un minimo) può generare una decisa inversione di tendenza. La conferma del modello va cercata nei volumi via via decrescenti in corrispondenza dei picchi e crescenti in fase di breakout .

I forti segnali operativi che la figura racchiude sono compensati dalla rarità della formazione, il doppio massimo che, lo ricordiamo, precede sempre la formazione di un triplo massimo è molto più frequente e veloce, tuttavia l’affidabilità di questa figura è estremamente elevata e l’inversione dei prezzi che segue è quasi sempre di notevole dimensione.


Triplomassimo.jpg
Triplo massimo


In ogni caso le formazioni vanno studiate attentamente, va analizzato il contesto nel quale queste si formano, una particolare attenzione si deve porre nell’analizzare il tempo di formazione e il volume degli scambi effettuati durante la formazione della figura grafica. Risulta di fondamentale importanza il tempo che caratterizza la durata e l’ampiezza della figura; in generale maggiore è il tempo che intercorre tra i due massimi, maggiore sarà il significato di tale figura relativamente alla reazione susseguente.

Il triplo massimo proposto ha la particolarità di avere il primo massimo leggermente inferiore al secondo e al terzo; questa piccola differenza dal modello teorico si presenta abbastanza spesso e perciò deve essere seguita nella sua formazione fin dall’inizio al fine di evitare falsi segnali.

Sia nelle formazioni di triplo massimo che in quelle di triplo minimo è facile assistere ad un pullback o ritracciamento temporaneo.


Triplominimo pullback.jpg
Triplo minimo con pullback


Anche in questo caso, a seguito della rottura del modello, si può rilevare un temporaneo movimento laterale appena sopra la figura del triplo minimo. Vedremo l’importanza di questo tipo di movimento nelle prossime pagine.

Vedi anche:

 

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