Falsi segnali

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Da Traderpedia.
Sono bastati circa dieci minuti per trasformare una banconota da 100 euro in una dal taglio inesistente di 1000 euro. Con una buona stampante laser la resa grafica migliora ma verrebbe da dubitare fortemente che sia in grado di ingannare qualcuno. Qui il "falso segnale" è evidentissimo, eppure a volte l'inganno riesce.
"Se poniamo a confronto il fiume e la roccia,
il fiume vince sempre,
non grazie alla sua forza ma alla sua perseveranza."

(Buddha)


In analisi tecnica ci sono due tipi di operazioni possibili, quelle giuste e quelle sbagliate. Può sembrare una banalità, ma la maggior parte degli operatori non ne comprende completamente la differenza.

Se vi si chiede di spiegarla molti di voi risponderanno: "ovvio, l'operazione giusta è quella che si conclude con un guadagno, mentre quella sbagliata mi causa una perdita."

Non è forse vero? E' talmente ovvio da essere un concetto completamente frainteso.

Indice

Un esempio illuminante

Immaginiamo di avere in portafoglio una certa quantità di un titolo, poniamo 1.000 azioni a 100 euro. Impostiamo la strategia operativa fissando uno stop a 95, fiduciosi che il titolo andrà ad almeno 120-130 in qualche mese. Il giorno successivo all'acquisto il titolo cede 6 punti percentuali, riconducibili, per i mass media, a un'ipotetica crisi internazionale. Il livello raggiunto, 94, ci fa scattare lo stop ma, sia per la velocità del calo, sia perché siamo convinti che il titolo sia buono e si riprenderà, non chiudiamo l'operazione ignorando lo stop loss.

Dopo qualche giorno di ulteriori cali che portano il titolo a 84 euro, inizia veloce la ripresa della quotazione e il titolo, come avevamo inizialmente previsto, riprende la sua corsa verso il target di 120-130, recuperando in un primo momento il valore di 100 euro e, successivamente, accelerando ulteriormente la sua corsa. Chiudiamo la posizione a 125 euro con un guadagno di ben 25.000 euro in poche settimane. È un'operazione giusta?

La risposta è no! L'operazione è stata chiusa in utile, ma è sbagliata!

L'operazione non è corretta anche se si è chiusa in utile poiché non abbiamo rispettato la nostra strategia. Ogni volta che non si rispetta la strategia l'operazione va considerata errata, poiché ci espone a rischi non preventivabili. In questo caso, la posizione andava chiusa a 95 ed eventualmente riaperta successivamente. Mantenendo i titoli in portafoglio ci siamo esposti ai venti del caso. Paradossalmente, chiudere a 95 euro sarebbe stato giusto anche se avrebbe comportato una perdita. Nel lungo periodo, la disciplina fa la differenza e non essere in grado di seguire una strategia operativa in modo rigido è particolarmente pericoloso.

Ogni trade è potenzialmente pericoloso

Se bastasse aspettare la formazione di un segnale tecnico saremmo tutti molto ricchi! In realtà ogni segnale tecnico ha una percentuale di successo più o meno grande che rende ogni trade potenzialmente pericoloso.

Gestire un segnale operativo è sempre un compromesso tra ciò che si può guadagnare e lo stop che impieghiamo per gestire la posizione, in altre parole va trasformata l'operatività da quella tipica dello speculatore a quella senz'altro più redditizia dell'allibratore, capace cioè di dare le quote di rischio ad ogni evento atteso.

Il costo industriale del trading

I falsi segnali sono il costo industriale del trading, al pari degli stop loss, esistono e vanno gestiti, per quanto possibile, con un'attenta lettura del segnale. L'analisi candlestick e i volumi di contrattazione aiutano molto, come pure è possibile impostare dei filtri temporali attendendo cioè una conferma del segnale, o dei filtri percentuali che confermano il segnale solo al superamento di una certa quota di prezzo.

Si corre però il rischio di attendere troppo, soprattutto nei mercati molto volatili, e di entrare con stop troppo larghi, è sempre preferibile gestire il segnale con stop precisi che prevedano sempre anche un punto di rovesciamento della posizione, viceversa potremmo correre il rischio, con 1 sola operazione gestita senza stop and reverse, di perdere il guadagno delle precedenti 9 operazioni o di perdere un grosso movimento di mercato.

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