Facebook, Twitter o Tweeter, questo è il dilemma!

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(Demostene)


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Facebook

18 maggio 2012. Facebook è la prima società americana a sbarcare in Borsa con una capitalizzazione di mercato da cento miliardi di dollari. Collocato a 38 dollari a pochi giorni dall’IPO è in calo di oltre il 30% toccando un nuovo minimo sotto i 30 dollari. Si parla di un prezzo dell'IPO troppo alto e un gruppo di azionisti Facebook avvia una class action contro il social network e Morgan Stanley, che ne ha curato il collocamento sul Nasdaq.

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E' il 23 maggio, Facebook chiude a 25,06 dollari, e molte persone si domandano quale sia l’effettivo valore di FB e quali siano le reali aspettative per il futuro del social network.

Il 7 giugno 2012 sul Sole 24 Ore appare un articolo su Facebook:
[...] I pareri degli analisti sono discordanti, Wedbush Securities crede in una ripresa del gruppo: il suo analista Michael Pachter vede Facebook a 44 dollari.
Sanford Bernstein, al contrario, ha un target di 25 dollari. Il fondatore dell'hedge fund Ironfire Capital Eric Jackson si è sbilanciato, dai teleschermi di Cnbc, a prevedere che nel giro di 5-8 anni Facebook passerà dal fare la storia a essere storia. Condannata, cioè, all'irrilevanza di MySpace o allo scarso ruolo di Yahoo, che in eterna ristrutturazione, vale ormai un decimo rispetto ai giorni di gloria.
[...]

Il 7 giugno Facebook chiude a 23,29 dollari. Chi avrà ragione nel lungo periodo? La prima quotazione di un social network sembra essere un flop clamoroso, le quotazioni sono in calo e il 4 settembre 2012 Facebook chiude a 17,73 dollari, una quotazione ben distante dai 38 dollari del collocamento. A partire da questo minimo le quotazioni si riprendono fino a superare nuovamente quota 20 dollari il 12 settembre 2012.

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Lasciamo passare circa un anno e il 27 settembre 2013 Facebook non solo recupera i 38 dollari dell'IPO ma supera, per la prima volta, quota 50 dollari.

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Gli investitori sono soddisfatti, le prospettive floride e ogni dubbio sembra dissolto. I social network possono essere un affare anche in Borsa e Facebook non è l'unico.

Twitter

Nell'era della comunicazione tutti noi abbiamo sentito parlare di Twitter, uno dei più famosi e diffusi social network che permette agli utenti di aggiornare, tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 14 caratteri, la propria pagina personale.

Creato nel 2006, Twitter è diventato ben presto un diffuso modo per condividere messaggi, stati d'animo, informazioni, insomma quello che si riesce a far stare in 140 caratteri.


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Il nome Twitter deriva da "to tweet" un verbo inglese che significa "cinguettare" ed è grazie ai "tweet" che si comunica il proprio aggiornamento di stato. Di cinguettio in cinguettio Twitter si è diffuso in quasi tutti i paesi del mondo, raggiungendo ben presto i 500 milioni di iscritti nel 2012 rendendo enorme il valore potenziale di questo social network.

Certo, l'azienda è ancora in rosso (nel primo semestre 2013 ha perso 69 milioni di dollari) ma la crescita è esponenziale, in soli due anni il fatturato si è decuplicato.

A settembre 2013 viene annunciato lo sbarco in Borsa di Twitter e si ipotizza un valore di 8,4 miliardi di dollari. La compagnia di San Francisco non annuncia in quale listino si farà quotare ma viene reso noto il simbolo che utilizzerà: "TWTR".

Facebook ha quindi avuto il merito di "sdoganare" i social network borsisticamente parlando, mentre Twitter, con la sua sigla "TWTR" sarà l'inconsapevole causa di uno dei rialzi più spettacolari che la borsa ricordi, oltre il 1600% in poche ore.

Tweeter

A dire il vero più che Twitter, ad essere inconsapevoli sono stati probabilmente gli investitori che si sono buttati a capofitto nella Tweeter Home Entertainment Group Inc., una microscopica società con circa 2 milioni di dollari di capitale che ha visto passare la propria quotazione da meno di 1 centesimo per azione a 16 centesimi.

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Tweeter Home Entertainment Group è una catena di elettronica di consumo con sede a Boston che ha dichiarato bancarotta nel 2007 e che ora passa da un'amministrazione controllata all'altra.

Il codice di questa azienda è (TWTRQ), evidentemente confuso con Twitter (TWTR) ed è quotata nel circuito OTC. Gli scambi sono stati frenetici, oltre 14 milioni di pezzi contro i soliti 50-60.000, il grafico che segue rende alla perfezione l'idea del movimento.

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Agli incauti acquirenti deve essere sfuggito che il nome dell'azienda in questione, Tweeter, assomiglia solo vagamente a Twitter e che la lettera Q, presente nel codice di Tweeter (TWTRQ) identifica le compagnie che dichiarano bancarotta ma restano quotate sul mercato non regolamentato.

Nel prossimo grafico il dettaglio della giornata che ha visto la quotazione chiudere ben distante dal massimo a 0,16 ma con una non trascurabile performance del +684,62%

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Twitter ha causato questo rialzo inconsapevolmente, al momento del boom di Tweeter non è nemmeno certo quale listino sceglierà per la propria quotazione anche se molti scommettono che si tratterà del Nasdaq.

Una cosa però appare certa, non sarà un circuito OTC e non ci sarà, almeno inizialmente, una Q ad accompagnare il codice di Twitter.

La morale di questa faccenda

Facebook vanta una performance a due cifre in un anno, da 38 a 50 è quasi il 30%, Twitter deve ancora essere quotato e Tweeter ha realizzato un rialzo stratosferico a tre cifre.

Non c'è storia, è Tweeter a salire sul podio, emblema della reale efficienza dei mercati finanziari, chiaro esempio di come la psicologia entri a pieno titolo nei protocolli operativi dei trader.

Perché cosa se non la bramosia e l'avidità ha mosso alcuni investitori a comperare senza criterio alcuno una sigla? Non erano forse accecati dal miraggio di comperare Twitter in un circuito OTC prima della quotazione? E ora venderanno il loro nuovissimo titolo "TWTRQ" o cercheranno delle scuse per mantenerlo in portafoglio?

La morale di questa faccenda è la medesima di molte altre faccende analoghe, il trading è questione di stomaco più che di cervello e, si sa, quando lo stomaco brontola bisogna nutrirlo, anche se si tratta di illusioni capaci di saziare per qualche ora.

Giusto il tempo di rendersi conto che Tweeter ha qualche lettera fuoriposto rispetto a Twitter.

Sviluppi

Ad ogni buon conto il codice di borsa è stato velocemente cambiato, TWTRQ non è più valido, è stato modificato in THEGQ.

Chiarito tutto i prezzi dovrebbero tornare a quotazioni ante equivoco ma si sa quanto sia bravo un trader a trovare giustificazioni per un cattivo investimento e, dai volumi che ancora vengono scambiati nonostante l'equivoco sia oramai chiarito, è evidente che per un trader che vende c'è chi compera. Quello che segue è il grafico delle giornate seguenti, non serve commentarlo...

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