Le strategie con le opzioni

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Da Traderpedia.

Le strategie in opzioni possono essere classificate in:


Esistono fondamentalmente tre tipi di approccio all’operatività sulle opzioni:

  1. strategie di breve termine che richiedono un monitoraggio molto stretto;
  2. strategie di lungo termine;
  3. strategie basate su operazioni cosiddette delta neutrali, che consistono nell’apertura di operazioni di segno contrario, per cui il delta complessivo della posizione è uguale a zero.


Qualunque strategia che si decida di implementare di qualunque complessità, si parte inevitabilmente dalla combinazione di call e/o di put in acquisto e/o in vendita.


Questa strategia offre un potenziale di guadagno illimitato e un rischio di perdita limitato al solo premio pagato per effettuare l’acquisto, per cui si può procedere senza avere alcun margine depositato sul conto.
E’ opportuno scegliere di acquistare opzioni che presentano livelli di volatilità implicita bassi, così da rendere l’operazione ancora più redditizia, in quanto meno costosa, nonché ridurre il punto di pareggio, che viene calcolato sommando allo strike il premio pagato.
Tale breakeven è più alto rispetto a quello di una posizione di acquisto sul relativo titolo sottostante, ma questa differenza è giustificabile nel senso che è il costo del compromesso che permette di aprire una posizione con un rendimento più elevato e con un potenziale di rischio inferiore.
Se la call entra in sofferenza e soprattutto non si ritiene plausibile un’inversione di tendenza in tempi utili, è meglio venderla per limitare le perdite, soprattutto se si entra negli ultimi 30 giorni di vita residua dell’opzione, dal momento che l’effetto nocivo del decadimento temporale in questa fase aumenta in maniera esponenziale.
La maggior parte dei trader preferisce utilizzare delle call OTM, perché questo garantisce un effetto leva più accentuato.


Il potenziale di guadagno in questo caso è limitato al solo premio incassato e il rischio diventa potenzialmente illimitato, perché non esiste limite a un eventuale rialzo del sottostante. Se il sottostante mantiene la sua quotazione sotto lo strike entro la scadenza, l’opzione scade senza valore (otm) e si trattiene il premio che è si è ricevuto dal compratore di tale opzione al momento iniziale della vendita.
Dal momento che questo profitto immediato ammonta anche al massimo guadagno possibile, è il caso di vendere opzioni quando la volatilità implicita in relazione alla volatilità storica delle stesse è alta, così che il premio che si incassa risulta essere maggiore e più alto sarà il punto di break even.
Contrariamente a ciò che accade quando si compra un’opzione, quando si vende un’opzione si può sfruttarne il decadimento temporale. Conviene dunque vendere opzioni che scadono entro un mese, dal momento che il time decay abbiamo è più accentuato quando si è prossimi alla scadenza.
Nel caso il sottostante si muovesse velocemente in direzione contraria, questa strategia può risultare molto pericolosa, pertanto è altamente consigliabile non vendere mai opzioni scoperte; tale rischiosità si riflette anche nel fatto che la maggior parte dei broker non autorizza la vendita di opzioni senza copertura.


Il potenziale di guadagno è limitato, dal momento che il sottostante può perdere valore fino a raggiungere lo zero, ma non oltre, e anche il potenziale di rischio è limitato al costo sostenuto per acquistare il relativo premio. Il punto di pareggio è lo strike meno il premio pagato e, per questa operazione, il broker non chiede il deposito di margini sul conto, come invece per la vendita allo scoperto, perché il rischio massimo è appunto già calcolato fin dall’inizio.
Al momento dell’acquisto dell’opzione, è bene che questa presenti un livello di volatilità implicito basso, così che il prezzo sarà inferiore. Bisogna considerare anche che più è lontana la data di scadenza, più alto è il premio, perché, essendoci più tempo a disposizione, ci sono più possibilità che il prezzo del sottostante vada oltre il livello dello strike, pertanto bisogna ponderare adeguatamente la vita residua dell’opzione in modo che da una parte il premio non sia troppo alto e dall’altra la vita residua non sia troppo breve, altrimenti l’opzione non ha tempo sufficiente per entrare e scadere ITM. Se l’opzione acquistata non è ITM al 30’ giorno dalla scadenza, è il caso di liberarsene per via del time decay che diventa molto aggressivo, così da ridurre quanto meno le perdite.


Il campo di applicazione ideale è l’esistenza di un mercato leggermente rialzista o in una fase di consolidamento, in cui ci si aspetta che il sottostante possa salire oltre al punto di pareggio, che è dato dallo strike meno il premio, nell’attesa che l’opzione scada senza valore. Se ci si aspetta che il movimento al rialzo sia consistente, è meglio comprare call. La situazione migliore in assoluto è quando il sottostante precipita bruscamente su un supporto importante in breve tempo e ci si aspetta che possa ragionevolmente consolidare su quel livello all’interno di un trend comunque impostato al rialzo, mentre se dovesse rompere il supporto decisamente al ribasso, la posizione può diventare molto pericolosa.
Le opzioni che vanno utilizzate debbono avere una vita residua piuttosto breve per sfruttare il più possibile il decadimento temporale ed una volatilità implicita alta. Per implementare questa operazione, il broker richiede margini piuttosto consistenti, a testimonianza del rischio della posizione, perciò è sempre bene utilizzarla in combinazione con altre opzioni per essere coperti.


Le 4 strategie presentate a breve offrono un margine di profitto limitato e anche un rischio limitato, un rischio che aumenta più aumenta la differenza tra i prezzi di esercizio.
Negli spread verticali si opera normalmente su una stessa scadenza, acquistando e vendendo strike diversi ma con quantità identica di opzioni.
Si può adottare questo tipo di operazione circa 60 giorni prima della scadenza per liquidarla almeno 30 giorni prima della scadenza: più breve è la vita residua e più alto è l’effetto leva, anche se si riducono le probabilità di avere ragione.
Gli spread verticali possono essere a debito (se l’operazione nel complesso comporta una spesa) o a credito (se complessivamente l’operazione porta a un incasso)


SPREAD VERTICALI A DEBITO

Il rischio massimo consiste nel debito netto necessario per aprire la posizione e si verifica nel momento in cui il sottostante chiude non al di sopra dello strike della call acquistata. Il massimo gain si calcola moltiplicando per il valore di ogni punto la differenza tra lo strike della venduta e lo strike della comprata e a questo importo si sottrae il debito. Questa condizione si verifica quando il sottostante sale sopra lo strike della call venduta ne rimane invariato per tutti i livelli di prezzo sopra lo strike dell call venduta.
Il punto di pareggio è sempre compreso tra i due strike prescelti e per calcolarlo va sommato il debito netto allo strike più basso della call comprata.
La condizione ideale per implementare questa strategia è che il trend del sottostante sia impostato al rialzo o sia su un supporto con elevate probabilità di rimbalzo.


Anche in questo caso il rischio massimo a cui ci si espone ammonta al debito netto versato per l’apertura della posizione; il massimo guadagno sarà la differenza tra i due strike meno il debito netto e si verifica quando il prezzo del sottostante va sotto lo strike della put venduta, mentre il punto di pareggio si calcola sottraendo il debito netto allo strike della put acquistata.


SPREAD VERTICALI A CREDITO

E’ opportuno usare put aventi scadenza il mese successivo per beneficiare del decadimento temporale e che abbiano uno skew di volatilità normale, ossia le opzioni con strike più alto devono avere una volatilità implicita maggiore di quelle con strike più basso.
L’obiettivo di questa strategia è che entrambe le put scadano senza valore, ecco perché solitamente devono avere vita residua non superiore a 45 giorni, affinchè il sottostante non abbia troppo tempo per entrare in un range di prezzo che determini l’assegnazione della put venduta, evento a cui corrisponderebbe la massima perdita. Il massimo gain si otterrà al superamento dello strike della put venduta e il punto di pareggio, che sarà compreso tra i due strike prescelti, è pari allo strike venduto meno il credito netto incassato.
La differenza tra gli strike deve essere la più piccola possibile, così che il massimo rischio a cui ci si espone sia abbastanza basso da rendere vantaggiosa l’operazione.


Anche in questo caso si consiglia di utilizzare call con vita residua non superiore ai 45 giorni per beneficiare del decadimento temporale e scegliere opzioni che abbiano uno skew di volatilità inverso, ossia le opzioni con strike più basso devono avere una volatilità implicita maggiore di quelle con strike più alto.

Il credito incassato complessivamente dall’implementazione di queste strategie costituisce il massimo profitto realizzabile e, proprio per questo, bisogna valutare che il credito incassato sia adeguato al rischio che ci si assume, per cui è importante valutare tutti i prezzi di esercizio ed i relativi premi per identificare la combinazione di opzioni con il miglior rapporto rischio/rendimento.

Rispetto agli spread a debito, quelli a credito hanno costi di commissione inferiori, dal momento che alcune opzioni vengono lasciate scadere, ma spesso il rischio è più alto del potenziale guadagno, anche se ciò viene compensato dalla più alta probabilità di successo.
Nonostante venga applicata una strategia di acquisto e una di vendita, il margine totale richiesto è molto inferiore rispetto a quello che verrebbe chiesto per l’apertura di una posizione sul sottostante, dunque queste strategie possono costituire delle valide alternative alle strategie standard rialziste o ribassiste.


1) Skew temporale: quando la volatilità implicita di una scadenza è molto diversa da quella di un’altra scadenza. Un tipico esempio è di quando ci sono dei rumors ad esempio su un takeover o per eventi che comportano un aumento della volatilità implicita delle opzioni con vita residua più breve, che non influenzano le scadenze più lontane nel tempo. Un modo per sfruttare questa situazione a proprio vantaggio è l’applicazione di un calendar spread, ossia l’acquisto di opzioni con bassa volatilità implicita su scadenze più lunghe e la contestuale vendita di opzioni con volatilità implicita più alta e scadenza vicina (gli strike sono uguali, cambiano le scadenze)
Skew di prezzo: opzioni con stessa scadenza hanno livelli di volatilità implicita molto diversi su strike diversi.

2) Diretto/normale: le opzioni con strike più alti presentano livelli di volatilità implicita maggiori di quelle con strike più bassi (-> v. put ratio backspread).

3) Inverso: le opzioni con strike più bassi presentano livelli di volatilità implicita maggiori delle opzioni con strike più alti (-> v. call ratio backspread)
Skew di volatilità di genere: quando c’è differenziale di volatilità tra put e call sullo stesso strike e sulla stessa scadenza, perché un determinato titolo è stato recentemente sotto i riflettori e pertanto ha un livello di volatilità implicita molto alto.

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