Insidie ben celate nello scalping

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Da Traderpedia.
«Il saggio cerca di raggiungere l'assenza di dolore,
non il piacere.»

(Aristotele)


Nello scalping l’organizzazione del lavoro è molto importante, due buoni monitor affiancati permettono di avere molti book sotto controllo permettendo maggiori possibilità operative. I prezzi scorrono velocemente e serve qualche tempo per prendere la giusta confidenza con orari flussi di denaro, molti scalper operano prevalentemente nella prima parte della sessione operativa, dalle 9 alle 11, altri solo dopo aver individuato le giuste formazioni di congestione e altri ancora operano senza particolari schemi, attendono semplicemente che l’occasione si palesi davanti ai loro occhi.

Non è una vita facile quella dello scalper, a fine giornata gli occhi fanno male e la mano è intorpidita, provata dai lunghi minuti col dito sospeso sopra il tasto del mouse, pronta a chiudere o ad aprire un trade. Decine di volte al giorno.

Lo scalping piace molto a chi inizia ad interessarsi al trading, a molti ma non a tutti. Le regole sono semplici e dopo qualche mese di simulazione davanti al pc si è ben padroni delle principali tecniche, ovviamente se si è in grado di fare qualche mese di addestramento senza operare. Tuttavia il motivo per il quale lo scalping piace molto è puramente economico, sono richiesti pochi soldi e con il gran numero di operazioni che è possibile fare si possono guadagnare molti soldi. Sulla carta…

Con circa 10.000€ euro si può già iniziare lavorando a leva, una cifra che rientra nella disponibilità di molte persone e che, purtroppo, proprio perché viene utilizzata a leva moltiplica di pari passo anche stress e ansia.

Nessun bisogno di conoscere complesse tecniche, un periodo di addestramento molto limitato, operazioni aperte e chiuse pochi minuti dopo, un piccolo guadagno moltiplicato per decine e decine di operazioni al giorno. Ma è proprio tutto così facile?

No, non credetelo nemmeno per un attimo! E’ semplice ma non è facile. La dimensione emotiva è terribile e richiede molto tempo per essere governata, una grande fase di test e simulazione è richiesta allo scalper, un tempo che lui stesso non vuole impiegare per pagare col tempo ciò che invece pagherà col denaro.

Sono due le affermazioni più insidiose per lo scalper:
1. Nello scalping la perdita non è contemplata;
2. Il guadagno prescinde dal trend.

Possono sembrare affermazioni degne di rispetto, anzi sono sicuramente parole che l’aspirante scalper desidera sentire. Ma non corrispondono assolutamente al vero. La perdita è contemplata eccome, spesso si tratterà solo delle commissioni ma statene certi, non mancherà mai di farvi visita!

Anche la seconda affermazione è inesatta, il trend di fondo condiziona i micromovimenti e individuare la tendenza permette di impostare delle scalpate profittevoli. Il guadagno prescinde anche dal trend, se vogliamo non ne è l’unico artefice ma riveste un ruolo da non sottovalutare.

Al solito chi inizia ad interessarsi allo scalping o al trading in generale ha una fretta terribile. Ha quasi fame di grafici, esempi, configurazioni e via discorrendo… Non ha fame di conoscenza ma di nozioni che gli permettano il raggiungimento del suo scopo: guadagnare soldi e possibilmente in fretta e con poca fatica.

Il tempo dedicato a conoscere la perdita è poco, quando compare è un’ospite inattesa, capace di incutere timore e di paralizzare i sensi. L’errore non è comparso nel trade che ha generato il loss, l’errore è stato compiuto a monte ignorando la Via della Perdita a beneficio della Via del Guadagno.

Anche per lo scalping la componente emotiva è quella che va maggiormente indagata, è inutile concentrarsi sul voler capire e comprendere a tutti i costi il mercato, passate del tempo a comprendere voi stessi, la vostra propensione al rischio, le vostre reazioni alle perdite e ai guadagni. Adattate voi al mercato e non il mercato a voi.

Non riuscirete mai a piegarlo ai vostri desideri e anche quando pensate di averlo finalmente compreso state bene attenti, lui muta continuamente di carattere, voi no.

Proprio per questo anche l’attività dello scalper va considerata come al 90% psicologica e al 10% tecnica. Imparate a gestire le perdite comperando e vendendo non aspettative ma rischio. Comperatene poco e vendetene molto.

Di questo consiglio mi sarete grati quando lo comprenderete.

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