In agguato ricercando occasioni

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Da Traderpedia.
«L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile.
Prima ti fa l'esame, e poi ti spiega la lezione.»

(Anonimo)


L’operatività di un trader intraday dovrebbe essere simile a quella di un cecchino che ha i seguenti step:
• riceve una missione;
• individua il bersaglio;
• studia il terreno operativo;
• si apposta;
• attende;
• termina l’obiettivo o rinuncia alla missione.

Allo stesso modo un trader dovrebbe seguire i seguenti step, molto simili a quelli del cecchino appena visti:
• stabilisce su che tipo di strumento lavorare;
• individua lo strumento finanziario che desidera acquistare;
• studia il mercato generale;
• si apposta;
• attende;
• acquista o rinuncia all’acquisto.

Balza subito all’occhio che le voci sono quasi identiche, ma ce ne sono due che risultano esattamente identiche:
• si apposta;
• attende.

Appare evidente che l’appostamento e l’attesa sono due fasi coincidenti sia per il cecchino che per il trader. Se con l’appostamento si pongono in essere una serie di azioni volte a creare l’attesa, (per il cecchino la preparazione dell’arma e il posizionamento in un terreno favorevole, per il trader la liquidità disponibile e la predisposizione all’acquisto) è proprio con l’attesa che si ricerca il momento propizio sia per terminare il bersaglio che per acquistare uno strumento finanziario.

Appostamento e attesa sono fattori simbiotici e di primaria importanza per il trader che deve essere in grado di attendere, una condizione facile da capire ma difficile da mettere in pratica. Quando il mercato apre, il trader intraday vede i prezzi muoversi, a volte con una grande tensione nelle quotazioni, e non ragiona privilegiando l’attesa come abbattitore di rischio, ma in termini di occasioni perse per colpa dell’attesa.

La frustrazione cresce e l’inoperatività diviene, per il trader intraday, un demone dagli occhi gialli, capace di divorare la tranquillità necessaria per possedere una visione neutra dei movimenti. Non ha alcuna importanza chi ha ragione, i profitti e i rischi connessi per ottenerli sono fusi nel denaro prodotto o perso ma, purtroppo, sono un’entità unica e diviene arduo capire quanto rischio si corre nel fare un’operazione non pianificata.

Il trader intraday professionista non può permettersi un’operatività con una visione bidimensionale, vuole, anzi pretende, una visione tridimensionale delle proprie operazioni, vuole quindi poter vedere e quantificare anche il rischio.
La pianificazione di un protocollo operativo è fondamentale, nelle pagine seguenti ne sviluppo uno per l’intraday.

Questo punto non fa propriamente parte del protocollo operativo, è più un esercizio che il trader dovrebbe compiere per rendersi conto del suo grado di affinità col mercato. Realtà e percezione della realtà spesso provocano dei solchi che non sono percepiti, ogni trader intraday dovrebbe, imbrogliare sé stesso, ipotizzare una variazione percentuale di apertura e poi confrontare la propria previsione con la realtà. Ovviamente può, anzi deve, tenere conto della situazione generale, del trend, delle borse estere e di ogni altro aspetto che ritiene utile ma, ovviamente, non deve sentire e farsi influenzare da altre opinioni o previsioni.

Appena il mercato apre si capisce subito di quanto la previsione si discosta dalla realtà, questo non incide sul protocollo operativo ma serve a riportare con i piedi per terra il trader. Almeno nella maggior parte dei casi. Dopo diverse osservazioni dell’apertura si sviluppa una certa sintonia con la forza o la debolezza dei prezzi.

Una volta che il mercato ha aperto i titoli vanno ordinati per variazione percentuale permettendo così una immediata visualizzazione degli eventuali movimenti anomali.

Le domande alla quali bisogna rispondere sono:
1. Dopo 15 minuti di mercato aperto dove vanno i soldi?
2. Quali sono i leader di mercato?
3. Dall’apertura è cambiato qualcosa?

I mutamenti di forza dall’apertura sono molto importanti per un trader intraday, se un titolo che ha aperto molto forte è diventato negativo dopo poco tempo allora il mercato è debole. Viceversa se un titolo che ha aperto con un consistente ribasso è positivo alla seconda rilevazione siamo in presenza di un chiaro segno di forza. In entrambi i casi siamo in presenza di una grande volatilità, proprio quello che cerca un trader intraday!

Le anomalie di variazioni percentuali consentono di identificare i titoli con un alto potenziale di volatilità, sia per il proseguo della tendenza che per l’inversione della stessa.

Una volta individuati i titoli con una grande volatilità si deve guardare dove vanno i flussi di denaro, un ruolo fondamentale lo riveste proprio il book. Osservare il book e la sua dinamicità, permette di confermare o meno un grafico, va posta molta attenzione alla presenza di ordini iceberg o asteriscati che possono essere sfruttati come livelli di brevissimo. Anche il ticker deve essere analizzato contestualmente al book, un lavoro sinergico per poter meglio pianificare un trade intraday e per poter valutare la “qualità” dei movimenti.

Una volta individuato il titolo e la situazione adatta si può procedere con l’acquisto o con la vendita allo scoperto anche se è bene ribadire che nello scalping e nel trading intraday è sempre consigliato non fare trading con quantità rotonde per potersi meglio nascondersi nel book. Attenzione però a non trasformarsi in compratori o venditori obbligati, la sindrome del treno perso miete molte vittime che non riescono ad attendere le occasioni con un profilo di rischio ridotto. Rare ma meritevoli di attenzione.

Nel trading intraday la parte visiva ha un impatto fondamentale, solitamente gli intermediari mettono ben in evidenza il gain o il loss corrente, un valore che cambia continuamente e che è portatore di stress e di ansia sia che si guadagni (per paura di perdere il gain) che in caso di perdita (per timore di perdere ancora).

Un trader intraday può, quando è possibile, utilizzare il book per vendere e riacquistare cambiando così il prezzo di carico. Così procedendo, oltre a ridurre il prezzo di carico di qualche tick, non si vede il gain e, rimanendo solo il grafico con il book, si subiscono meno influenze emotive.

Infine ricordate che la propensione al rischio di una persona è personalissima, nessuno può lavorare tranquillamente con la propensione al rischio di un altro trader.

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