Bruno Michel Iksil - "La balena londinese"

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Da Traderpedia.
"Il coraggio più sicuro è quello che nasce da una reale conoscenza del rischio da affrontare,
mentre quello che proviene dall'incoscienza è tanto pericoloso quanto la vigliaccheria."

(Herman Melville - dal libro "Moby Dick")


La grande balena, con un inatteso colpo di coda, trasforma i cacciatori in prede...Illustrazione di I. W. Taber - Moby Dick, 1902

Indice

L'improvvisa conferenza stampa

10 maggio 2012. Non capita tutti i giorni che JP Morgan, nella persona del suo Ceo Jamie Dimon, convochi un’improvvisa conferenza stampa a mercati chiusi.

Quando avviene, solitamente, si tratta di notizie molto importanti, a volte positive e a volte negative. In questo caso l’attesa dura veramente poco, Dimon, senza mezzi termini, annuncia una perdita di 800 milioni di dollari nel secondo trimestre dell’anno nel segmento corporate.

La perdita sarebbe stata ben più grossa se non fosse stato possibile compensarla, in parte, con altri profitti ottenuti sul trading, parliamo infatti di 2,3 miliardi di dollari di perdite fatte in sole sei settimane sul mercato dei CDS (Credit Default Swap).

Le parole di Dimon rendono l’idea di come sia stata possibile una simile perdita:

"La strategia è stata mal congegnata, mal eseguita e mal controllata […] Sono stati errori eclatanti, e ce li siamo auto-inflitti: le perdite nel primo trimestre erano piccole, ma nel secondo trimestre sono balzate a 2 miliardi di dollari [...] Il C.I.O. ha fatto un ottimo lavoro per molto tempo, ma ovviamente questo è stato un grosso errore […] Il piano originale era quello di proteggere la banca in un contesto di mercato del credito molto stressato. Nel ricoprirsi, la banca ha adottato una cattiva strategia, mal eseguita, e che si è rivelata troppo complessa".

Il C.I.O. è il Chief Investment Office di JPMorgan, gestisce oltre 335 miliardi di dollari e vi lavora Bruno Michel Iksil, un trader soprannominato la “balena londinese” noto per l’assunzione di posizioni enormi proprio in CDS.

Il 6 aprile 2012 Bruno Michel Iksil aveva fatto conoscere il suo nome a causa di enormi posizioni nei CDS, talmente grandi da divenire esse stesso il mercato, capaci di distorcere il prezzo in maniera tanto più grande quanto maggiore diveniva il rischio.

E’ bastato che la notizia si diffondesse perché i ruoli si ribaltassero, da predatore a preda, con lo stesso effetto di eccitazione che potrebbe avere una goccia di sangue in una vasca piena di squali.

Non è stato troppo difficile avere queste informazioni proprio perché ne hanno parlato sia il Wall Street Journal che Bloomberg, dei giornali economici di prima grandezza, gli hedge funds hanno fiutato la preda e hanno iniziato a prendere posizioni contrarie.

Si è trattato di un enorme azzardo, una scommessa dagli esiti incontrollati che, ironia della sorte, è stata causata proprio dal Chief Investment Office, formalmente incaricato di effettuare hedging, cioè di proteggere J.P. Morgan dal rischio.

La posizione di Bruno Michel Iksil, un trader pagato oltre 100 milioni di dollari l’anno, aveva superato il valore nominale di cento miliardi di dollari, una cifra impressionante, una posizione che, se lasciata a se stessa, avrebbe potuto avere perdite ancora maggiori.

La perdita più ingente è avvenuta quando la balena ha venduto CDS, una protezione contro il default di una serie di aziende incluse nell'indice CDX.NA.IG.9, composto da 121 grandi società nordamericane.

Nella sostanza Bruno Michel Iksil era convinto che le condizioni finanziarie migliorassero e si era reso garante del rischio fallimento, le aziende però hanno continuato a peggiorate e la perdita è diventata rapidamente enorme.

Intendiamoci, non così enorme da causare un vero danno patrimoniale a J.P Morgan che nel primo trimestre ha generato profitti per 5,4 miliardi. Enorme dal punto di vista del danno d’immagine, un’incapacità di gestire i rischi che nessuno si immaginava da parte di Dimon, considerato uno dei grandi della comunità di Wall Street.

Critiche a JP Morgan

Jamie Dimon
Bruno Michel Iksil non è certamente un trader "briccone" in senso stretto, non ha compiuto operazioni non autorizzzate fraudolentemente, non ha nascosto le proprie posizioni alla banca come ha fatto, ad esempio Jerome Kerviel con Société Générale o Kweku Adoboli che ha fatto perdere oltre 1 miliardo e mezzo al colosso svizzero Ubs. Bruno Micheal Iksil, anche chiamato dai suoi colleghi "Voldemort" come il personaggio cattivo di Herry Potter, non è accusato di nessun reato finanziario, e questo, se possibile, rende ancora più inquietante la storia. JP Morgan viene accusata di comportarsi come una "casinò banking" da molti analisti finanziari e leader politici.

Le critiche sull’operato della banca non sono tardate, il senatore democratico Carl Levin ha dichiarato:

"Questa è l'ultima dimostrazione che ciò che la banche chiamano hedging è spesso fatto di scommesse rischiose che le grandi banche non dovrebbero mai poter fare. […] Servono, efficaci e duri standard da parte delle autorità di regolamentazione per proteggere i contribuenti dal pericolo di essere nuovamente costretti a coprire simili perdite".

Anche il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non ha tardato a far sentire la propria voce:

"Jamie Dimon è uno dei più brillanti banchieri che abbiamo e nonostante ciò JPMorgan ha perso 2 miliardi di dollari." [...] "Questa vicenda dimostra come la riforma di Wall Street sia necessaria".

Rischi incontrollati e incontrollabili

Nonostante uno stipendio da 15,5 milioni di dollari annui la rischiosità dell'operazione in credit default swap non è stata ben compresa, se non quando era troppo tardi per porvi rimedio, da Ina Drew, la top manager che avrebbe dovuto valutare il rischio delle operazioni del Chief Investment Office, un ufficio composto da sole 30 persone su 270.000 dipendenti di JP Morgan.

A poco più di tre anni dal fallimento di Lehman Brothers, lo spettro di rischi incontrollati e incontrollabili aleggia ancora nel mondo finanziario e viene invocata la regola "Volcker", proposta da Paul Volcker, ex presidente della Federal Reserve, che proibisce alle grandi banche di deposito le transazioni in Borsa, gli investimenti in derivati e le partecipazioni in hedge fund al di sopra del 3%, se queste avvengono attingendo alla massa di depositi dei risparmiatori.

La gestione del rischio è importantissima per la sopravvivenza finanziaria, Warren Buffett ha definito gli strumenti derivati “armi finanziarie di distruzione di massa”:

“Se i contratti derivati non vengono collateralizzati o garantiti, il loro reale valore dipende anche dal merito di credito delle controparti. Allo stesso tempo, comunque, prima che il contratto sia onorato, le controparti registrano profitti e perdite -spesso di enorme entità- nei loro bilanci senza che un singolo centesimo passi di mano. La varietà dei contratti derivati trova un limite solo nell’immaginazione dell’uomo o talvolta, a quanto pare, del folle”.

I derivati finanziari non garantiti sono gioco d’azzardo allo stato puro. Almeno se non si sa bene cosa si fà, d'altronde questo ce lo ricorda chiaramente Bernard Madoff con le sue parole:

"La stategia è strategia. E i risultati sono risultati."

Come non concordare pienamente con le sue parole?

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