Undici Settembre Duemilauno

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Da Traderpedia.
"Lega un albero di fico nel modo in cui dovrebbe crescere, e quando sarai vecchio potrai sederti alla sua ombra."
(Charles Dickens)


A volte i crolli delle quotazioni sono scollegati da un’euforia precedente o da una forte crescita delle quotazioni ed avvengono per panico emotivo. Emblematico, a causa della sua imprevedibilità, è stato l’attacco terroristico compiuto negli Stati Uniti l’11 settembre 2001. È stato un evento drammatico per tutta l’umanità, tanto immane da modificare radicalmente, direttamente o indirettamente, il comportamento e il rapporto tra gli esseri umani; nemmeno i chiaroveggenti che con le loro potenti sfere di cristallo sono capaci di vedere a distanza, di percepire il pensiero altrui e di viaggiare oltre il tempo, sono riusciti a prevedere questa immane tragedia.

Questo evento catastrofico non poteva risparmiare l’economia e con essa le borse di tutto il mondo che hanno reagito con vistosi e incontrollati movimenti delle quotazioni, causati dal panico degli investitori.

Questi i fatti: martedì 11 settembre 2001 due aerei di linea dirottati colpiscono le torri gemelle a Manhattan distruggendole, mentre un terzo aereo è proiettato verso il Pentagono a Washington e lo centra distruggendo un’ala esterna dell’edificio. I danni materiali sono immensi, le vittime dell’attacco sono alcune migliaia e l’impatto emotivo è fortissimo per tutti. L’attacco si è svolto in quattro fasi sviluppatesi in un’ora e venticinque minuti. Gli orari si riferiscono all’ora locale, quella di New York.


 

La borsa di Wall Street è ancora chiusa e non aprirà per due giorni, mentre quella italiana rimane aperta e la reazione degli investitori non si fa attendere. Dopo una prima fase di sgomento, gli investitori di Piazza Affari reagiscono con modeste vendite, non ci si rende conto pienamente che non si tratta di un incidente. Trascorsi i primi minuti, segue una seconda fase con cessioni sempre più consistenti a prezzi calanti. Le quotazioni scendono notevolmente, subentra il panico collettivo e l’indice crolla in poche ore. L’andamento dei movimenti è riportato nei grafici, la loro configurazione rende superfluo ogni commento.

In una sola giornata il Mibtel perde il 7,42% e il Mib30 il 7,79. È il peggior crollo che si sia verificato dal 1994. Per contro, l’oro sale del 6% e il brent tocca nuovi massimi con un aumento del 5,9% che lo porta a 29,3 dollari al barile.

Nel grafico candlestick a 5 minuti si vede chiaramente, anche a livello rappresentativo, come l’abbandono della quota 31.800 abbia portato in poco più di due ore le quotazioni del Fib a 28.400 con un’escursione di oltre 3.000 punti.

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Fib30 dicembre 2001. Grafico a 5 minuti Candlestick. 11 settembre 2001


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Indice Mib30. Grafico giornaliero da luglio a ottobre 2001. L’11/09/01 è evidenziato dalle frecce.



Un’opinione più dettagliata sulle variazioni delle quotazioni di Piazza Affari si può immaginare consultando le tabelle degli indici Mib30 e Numtel.

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Performance dei titoli del Mib30. 11 settembre 2001


Il settore colpito più duramente dalle vendite è quello assicurativo, che accusa una perdita media dell’11,36%.


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Performance dei titoli del Numtel. 11 settembre 2001


Eventi come il crollo della borsa a seguito degli attentati terroristici dell’11 settembre sono totalmente imprevedibili. L’attacco dell’11 settembre 2001 mostra come il movimento da panico riguardi, in modo particolare, i titoli che sono messi in relazione agli eventi. Nel caso in questione, l’attacco alle torri gemelle di New York è avvenuto con aerei di linea. Non sarebbe stato difficile prospettare il crollo dei titoli delle compagnie di trasporto aereo, delle assicurazioni e delle agenzie internazionali del turismo nelle giornate successive.

Riporto, a puro titolo di esempio, il grafico della società Viaggi del Ventaglio che si occupa proprio di turismo internazionale. Gli investitori, presi dal panico, si sono precipitati a vendere facendo letteralmente crollare, sotto il peso delle vendite, la quotazione del titolo.

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I Viaggi del Ventaglio. Periodo compreso tra luglio e dicembre 2001. Grafico giornaliero.


Variazione delle quotazioni:

Molte vendite furono dettate dal panico ed ebbero natura emotiva, finita la pressione ribassista le quotazioni trovarono un punto di equilibrio e formarono un movimento laterale a cui fece seguito una crescita, con il raggiungimento di un nuovo massimo a 3,58 euro il 26 febbraio 2002: un livello di prezzo nettamente superiore a quello del 10 settembre.

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