Stocastico

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Il concetto fondamentale dell'oscillatore, in analisi tecnica, si basa sulla convinzione che il prezzo di chiusura, considerato il più ricco di significato, si avvicina ai livelli massimi della sessione in situazioni di rialzo; mentre in fase ribassista la chiusura si posiziona vicino ai minimi della sessione.
Di conseguenza, in situazioni di uptrend l'osservazione di escursioni caratterizzate da nuovi massimi e chiusure poste intorno ai minimi segnalano un indebolimento della fase rialzista. Nel caso di un downtrend valgono le considerazioni opposte.
Il primo indice di Lane, %K, ha la seguente forma analitica:

%K = Stoc 1.jpg

dove Ct è il prezzo di chiusura corrente, Hn e Ln indicano rispettivamente il prezzo massimo e minimo registrati nell’arco temporale n. Durante la sessione corrente t è indispensabile individuare i valori:

Hn = MAX [ Ht, H(t-1) , H(t-2) ,...........,H(t-n+1) ]
Ln = min [ Lt , L(t-1) , L(t-2) ,............,L(t-n+1) ]

Nelle unità temporali successive si procede all'aggiornamento dei valori. Si può ben comprendere come l'elaborazione dell'indice %K necessiti di una serie di dati in cui siano presenti i prezzi massimi, minimi e di chiusura.
Una scelta critica riguarda la grandezza n; l'ampiezza dell'intervallo temporale n non può scaturire che da un'attenta verifica delle performance storiche determinate dall'applicazione dei segnali operativi ricevuti dalla curva %K.
Avendo l'indicatore %K una fascia di oscillazione pari a 100, si possono identificare delle zone all'interno delle quali la curva si muove esprimendo delle particolari condizioni del mercato:

• fascia compresa tra i valori [80,100]; si tratta di una fase in cui il trend al rialzo si trova, probabilmente, ad un punto di esaurimento non potendo continuare a reggere gli alti livelli dei prezzi. In tale circostanza (fase di ipercomprato) vi è un forte squilibrio tra l’offerta e la domanda con una predominanza dei compratori.
• fascia compresa tra i valori [0, 20]; si tratta di una fase del trend ribassista in cui le continue vendite (fase di ipervenduto) portano alla completa dominanza dell'offerta sulla domanda; è plausibile aspettarsi un ritorno della forza toro del mercato, anche per i prezzi particolarmente appetibili per un acquisto.
• fascia compresa tra i valori [20, 80]; si tratta di una fascia neutra di oscillazione. In questa fase si presume un sostanziale equilibrio tra la domanda e l’offerta.

Dall'individuazione delle suddette fasi, si possono ottenere indicazioni per operazioni di compravendita: acquisto quando la %K si trova in zone di ipervenduto, e vendita quando la %K si muove nella fascia di ipercomprato.
Per rimediare alla accentuata variabilità delle oscillazioni della curva %K si introduce un processo di perequazione per media mobile semplice; si ottiene così un nuovo indicatore, detto K Slow (%KS):

%KS(t,h) = Stoc 2.jpg

dove h è il dominio della media mobile.
L'interpretazione del movimento della %KS(t,h) è analoga a quella della curva %K, con una modifica per le soglie estreme. La zona di ipercomprato sarà identificata nella fascia 70-100, mentre la zona di ipervenduto viene segnalata nella fascia 0-30.
L'ultimo indicatore previsto in questo modello è un'ulteriore perequazione per media mobile semplice della curva KS. Il nuovo indicatore, D Line (DL), si ottiene nel modo seguente:

%DL(t,s) = Stoc 3.jpg

dove s è il dominio della media mobile.
I segnali operativi maggiormente significativi proposti da G. Lane vertono su due aspetti: da una parte si osserva l'interazione tra due indicatori del modello (usualmente %KS e %DL), e dall'altra si verificano eventuali divergenze tra l'andamento del prezzo e quello dell'indicatore maggiormente mediato (%DL).
Per quanto riguarda il primo aspetto, viene applicato il concetto già piuttosto diffuso dell'incrocio di due medie mobili di diverso dominio per l'assunzione di posizioni.
Il modello dell'oscillatore stocastico prevede quindi di:
1) assumere posizioni lunghe quando %KS (t,h) > %DL(t,s)
2) assumere posizioni corte quando %KS (t,h) < %DL(t,s)
Il grafico seguente mostra l'andamento delle due curve %KS (linea continua) e %DL (linea tratteggiata). Una rapida osservazione mette in evidenza come, seguendo le indicazioni proposte, un cospicuo numero di operazioni non risulta profittevole.
Per quanto riguarda il secondo aspetto, si segnalano momenti di cambiamento delle fasi correnti in situazioni di discordanze tra l'andamento della %DL e del prezzo.

In un mercato al rialzo, quando si manifesta una correzione del trend che comporta il raggiungimento di due consecutivi massimi relativi, in cui il secondo è maggiore del primo, la divergenza si osserva quando l'indicatore sviluppa, in concomitanza dei massimi del prezzo, due massimi relativi con il secondo, però, inferiore al primo.
Nel mercato al ribasso vale il contrario. Nel momento in cui si manifesta una trendline (costruita sull'oscillatore) al ribasso ed invece il prezzo continua una fase rialzista evidenziata da una trendline ascendente, è plausibile attendersi una inversione dell'andamento del prezzo. Nel momento in cui è accertata la divergenza, una interruzione del trend corrente pare molto probabile, e i segnali di assunzione delle posizioni vengono ancora forniti dall'intersezione delle curve %KS e %DL.
Alla luce di diverse simulazioni, le strategie d'impiego degli indicatori %KS e %DL non sembrano molto produttive. Il problema principale deriva dall'alto numero di operazioni che la sistematica intersezione delle due curve suggerisce d'intraprendere.

Stoc 4.jpg
Oscillatore stocastico con sovrapposizioni delle curve %KS e %DL.



Stoc 5.jpg
Oscillatore stocastico con situazioni di divergenza.

Vedi anche: