Il cecchino e il cacciatore

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Da Traderpedia.
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«L'esperienza è il tipo di insegnante più difficile.
Prima ti fa l'esame, e poi ti spiega la lezione.»
(Anonimo)


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La storiella del cecchino e del cacciatore

Un cecchino e un guerrigliero andavano a caccia nello stesso territorio. Si incontravano la mattina presto quando entravano nella riserva, poco prima che l'alba schiarisse il cielo, e poi si ritrovavano la sera al mercato del villaggio, quando ormai il sole era tramontato.

Il cecchino si appostava su un'altura, sistemava il suo fucile di precisione, e aspettava. Il guerrigliero procedeva spavaldo nella foresta con la sua mitragliatrice e rovesciava continue raffiche di colpi ogni volta che avvertiva un movimento tra le fronde di un albero o dietro un cespuglio, poi si avvicinava a raccogliere le prede: lepri, scoiattoli, uccelli, roditori, e altri piccoli animali della boscaglia.

La sera del primo giorno, il guerrigliero portò al mercato il suo bottino, oltre 10 kg di selvaggina nel carniere che portava in spalla, e fu pagato con 10 monete d'oro. Dovette però consegnare metà dell'incasso al trafficante d'armi, perché aveva esaurito un intero caricatore da 100 colpi. Il cecchino invece rientrò al villaggio a mani vuote: non aveva sparato neanche un colpo.

Il secondo giorno, il guerrigliero rientrò dalla caccia con 20 kg di selvaggina nel carniere e fu ricompensato con 20 monete d'oro, metà delle quali gli servirono per acquistare nuove munizioni, dato che aveva consumato oltre 200 colpi. Il cecchino era ancora a mani vuote e non aveva sparato neanche un colpo.

Il terzo giorno, il guerrigliero rientrò dalla caccia con 30 kg di selvaggina nel carniere e fu ricompensato con 30 monete d'oro. Il cecchino era ancora a mani vuote, ma stavolta aveva sparato due colpi, e si recarono insieme dal trafficante d'armi per fare rifornimento di munizioni. Il guerrigliero notò che il cecchino aveva con sé 20 monete d'oro e gli chiese: "tutti quei soldi per comprare solo due proiettili? e come pensi di andare avanti se rientri sempre a mani vuote?".

Il cecchino lo guardò perplesso e gli disse: "ma io oggi ho colpito la mia preda, stanno andando a prenderla per riportarla al villaggio mentre io andrò in banca a ritirare 1.000 monete d'oro di ricompensa". Il guerrigliero sbigottito gli chiese: "Non capisco. Come hai fatto a colpire così tanti animali da ricavare 1.000 monete d'oro con due colpi solamente?".

"Oh, no -rispose il cecchino- io ho colpito solo un animale. Non lo posso trasportare al villaggio perché ci vogliono almeno 10 persone per trasportare un elefante. E mi sono serviti due colpi per abbatterlo perché bisogna colpirlo proprio in mezzo agli occhi".

E si allontanò fischiettando.

Il trader cecchino

L’operatività di un trader dovrebbe essere simile a quella di un cecchino che ha i seguenti step:

Allo stesso modo un trader dovrebbe seguire i seguenti step, molto simili a quelli del cecchino appena visti:

studia il mercato generale; si apposta; attende; acquista o rinuncia all’acquisto.

Balza subito all’occhio che le voci sono quasi identiche, ma ce ne sono due che risultano esattamente identiche:

Appare evidente che l’appostamento e l’attesa sono due fasi coincidenti sia per il cecchino che per il trader. Se con l’appostamento si pongono in essere una serie di azioni volte a creare l’attesa, (per il cecchino la preparazione dell’arma e il posizionamento in un terreno favorevole, per il trader la liquidità disponibile e la predisposizione all’acquisto) è proprio con l’attesa che si ricerca il momento propizio sia per terminare il bersaglio che per acquistare uno strumento finanziario.

Appostamento e attesa sono fattori simbiotici e di primaria importanza per il trader che deve essere in grado di attendere, una condizione facile da capire ma difficile da mettere in pratica. Quando il mercato apre, il trader intraday vede i prezzi muoversi, a volte con una grande tensione nelle quotazioni, e non ragiona privilegiando l’attesa come abbattitore di rischio, ma in termini di occasioni perse per colpa dell’attesa.

La frustrazione cresce e l’inoperatività diviene, per il trader intraday, un demone dagli occhi gialli, capace di divorare la tranquillità necessaria per possedere una visione neutra dei movimenti. Non ha alcuna importanza chi ha ragione, i profitti e i rischi connessi per ottenerli sono fusi nel denaro prodotto o perso ma, purtroppo, sono un’entità unica e diviene arduo capire quanto rischio si corre nel fare un’operazione non pianificata.

Il trader intraday professionista non può permettersi un’operatività con una visione bidimensionale, vuole, anzi pretende, una visione tridimensionale delle proprie operazioni, vuole quindi poter vedere e quantificare anche il rischio.

Pianificare un protocollo operativo da trader cecchino

La pianificazione di un protocollo operativo è fondamentale, ne segue uno per l’intraday in titoli azionari.

Questo punto non fa propriamente parte del protocollo operativo, è più un esercizio che il trader dovrebbe compiere per rendersi conto del suo grado di affinità col mercato. Realtà e percezione della realtà spesso provocano dei solchi che non sono percepiti, ogni trader intraday dovrebbe, imbrogliare sé stesso, ipotizzare una variazione percentuale di apertura e poi confrontare la propria previsione con la realtà. Ovviamente può, anzi deve, tenere conto della situazione generale, del trend, delle borse estere e di ogni altro aspetto che ritiene utile ma, ovviamente, non deve sentire e farsi influenzare da altre opinioni o previsioni.

Appena il mercato apre si capisce subito di quanto la previsione si discosta dalla realtà, questo non incide sul protocollo operativo ma serve a riportare con i piedi per terra il trader. Almeno nella maggior parte dei casi. Dopo diverse osservazioni dell’apertura si sviluppa una certa sintonia con la forza o la debolezza dei prezzi.

Una volta che il mercato ha aperto i titoli vanno ordinati per variazione percentuale permettendo così una immediata visualizzazione degli eventuali movimenti anomali. Vale la pena ricordare che sia un granello di sabbia che una roccia nell’acqua affondano allo stesso modo. 

Le domande alla quali bisogna rispondere sono:

  1. Dopo 15 minuti di mercato aperto dove vanno i soldi?
  2. Quali sono i leader di mercato?
  3. Dall’apertura è cambiato qualcosa?

I mutamenti di forza dall’apertura sono molto importanti per un trader intraday, se un titolo che ha aperto molto forte è diventato negativo dopo poco tempo allora il mercato è debole. Viceversa se un titolo che ha aperto con un consistente ribasso è positivo alla seconda rilevazione siamo in presenza di un chiaro segno di forza.

In entrambi i casi siamo in presenza di una grande volatilità, proprio quello che cerca un trader intraday!

Le anomalie di variazioni percentuali consentono di identificare i titoli con un alto potenziale di volatilità, sia per il proseguo della tendenza che per l’inversione della stessa.

Una volta individuati i titoli con una grande volatilità si deve guardare dove vanno i flussi di denaro, un ruolo fondamentale lo riveste proprio il book.

Osservare il book e la sua dinamicità, permette di confermare o meno un grafico, va posta molta attenzione alla presenza di ordini iceberg o asteriscati che possono essere sfruttati come livelli di brevissimo. Anche il ticker deve essere analizzato contestualmente al book, un lavoro sinergico per poter meglio pianificare un trade intraday e per poter valutare la “qualità” dei movimenti.

Una volta individuato il titolo e la situazione adatta si può procedere con l’acquisto o con la vendita allo scoperto anche se è bene ribadire che nello scalping e nel trading intraday è sempre consigliato non fare trading con quantità rotonde per potersi meglio nascondersi nel book. Attenzione però a non trasformarsi in compratori o venditori obbligati, la sindrome del treno perso miete molte vittime che non riescono ad attendere le occasioni con un profilo di rischio ridotto.

Rare ma meritevoli di attenzione.

Nel trading intraday la parte visiva ha un impatto fondamentale, solitamente gli intermediari mettono ben in evidenza il gain o il loss corrente, un valore che cambia continuamente e che è portatore di stress e di ansia sia che si guadagni (per paura di perdere il gain) che in caso di perdita (per timore di perdere ancora).

Un trader intraday può, quando è possibile, utilizzare il book per vendere e riacquistare cambiando così il prezzo di carico. Così procedendo, oltre a ridurre il prezzo di carico di qualche tick, non si vede il gain e, rimanendo solo il grafico con il book, si subiscono meno influenze emotive.

Infine ricordate che la propensione al rischio di una persona è personalissima, nessuno può lavorare tranquillamente con la propensione al rischio di un altro trader.

Un'insidia da considerare

Anche se il trader cecchino mette la massima cura nella pianificazione del proprio trade accade, non di rado, che i prezzi si muovano in direzione opposta a quella preventivata. Si potrebbe dire, come metafora, che l'animale è stato ferito ed è pericolosamente infuriato. In questo caso la strategia d'uscita dal trade deve essere rispettata ma, soprattutto, deve essere stata impostata prima del trade stesso. Trovare la giustificazione giusta per mantenere una posizione in loss è quanto di più facile e confortevole un trader possa fare.

Quando l'insidia si manifesta uscirne è veramente difficile perché spesso si perde la necessaria lucidità, quella che segue è una tipica conversazione che ne deriva:

"Ho fatto una super cazzata, sono entrato short pesantissimo a 3.10 su Mediaset, non ho messo stop loss e ora sono in panico totale, cosa posso fare? Chiudo appena riapre?"

A domande come questa è difficile rispondere diversamente da così:

"Preparati una strategia di uscita almeno parziale, solo tu sai quanto puoi permetterti di rischiare e perdere e quindi imposta una strategia di controllo del rischio."

Una risposta sicuramente insoddisfacente per il trader in loss senza piano di uscita ma, come ogni buon cecchino sa bene, il colpo che parte non deve far individuare il tiratore, occorre mimetizzarsi e, all'occorrenza, fuggire.

La morale

Come per la guerra occorre studiare "l'avversario", sapersi posizionare bene ed aspettare il momento giusto per colpire il punto giusto!

Ma il significato è più profondo, non si tratta di quantità ma di qualità del bersaglio. Lo scalper, apparentemente, ne esce davvero con le ossa rotte se si associa il guerriero con il mitra allo scalper perché fa molte operazioni prendendo un piccolo profitto.

Ma non è così, tutti i trader (scalper, intraday trader, day trader ecc..) profittevoli devono avere almeno una cosa in comune: saper attendere il momento giusto per entrare a mercato! Non importa quanto tempo devo attendere, non importa quante operazioni faranno in un giorno, in un mese, in un anno, l'importante è che quando faranno un operazione, saranno entrati al momento giusto, da cecchini, anche più volte al giorno.

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