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Da Traderpedia.

 

1. “Non c’è ragione per cui una persona qualsiasi non possa far fortuna sul mercato azionario, ma vi sono ottime ragioni per cui molti, di fatto, non ci riescono”; l’ha detto:
A - Ralph Murphy
B - Richard De Mark
C - Martin Pring
Risposta esatta: C
E’ una frase contenuta nella prefazione di “Analisi tecnica dei mercati finanziari”, edito dalla McGraw-Hill, versione italiana di “Technical Analysis Explained”.


2. “The Wave Principle” fu scritta da Elliott nel:
A - 1928
B - 1938
C - 1946
Risposta esatta: B
I fatti si svolsero così: Elliott, spinto dal desiderio di rendere pubbliche le sue scoperte e le sue teorie, contattò Charles Collins, fondatore ed editore di Investment Council, nonchè uno dei massimi esperti del mercato dell’epoca. Il rapporto fra i due divenne talmente stretto - Collins rivestì un ruolo fondamentale nella carriera del “giovane” Elliott - che Elliott riuscì a strappare una promessa: la Investment Council si sarebbe impegnata a sottoscrivere il suo servizio di consulenza per un periodo di due anni, dopodichè, se fosse rimasta soddisfatta, Collins si sarebbe impegnato a far pubblicare un libro sulla Teoria delle Onde di Elliott, eventualmente recante anche il suo nome, ma comunque con l’indicazione della “paternità” di Ralph Nelson Elliott.
Collins accettò le condizioni propostegli, e così iniziò fra i due un periodo di intensa collaborazione, fino a quando, nel marzo del 1937, la prima opera di Elliott, The Wave Principle, fu messa in cantiere. La prima opera di Elliott vide la luce ufficialmente il 31 agosto 1938; tiratura: 500 copie.


3. Leonardo Fibonacci è noto per:
A - La diffusione nel mondo occidentale della numerazione araba
B - La traduzione della Gerusalemme Liberata
C - La partecipazione alla progettazione della Piramide di Gizeh
Risposta esatta: A
Beh, la seconda l’avete capito, non centra affatto. La piramide di Gizeh centra solo indirettamente, visto che fu costruita in modo che la base e l’altezza rispettassero il Golden Ratio (1.618); la risposta esatta è pertanto la terza: Fibonacci da Pisa ha avuto il grande merito di introdurre nel mondo occidentale la numerazione araba, e bene ha fatto colui che ha sottolineato che Pisa è più nota per la sua Torre pendente, che non per aver dato i natali a questo straordinario matematico.


4. Il McClellan Oscillator è un indicatore di:
[ ] Volume
[ ] Volatilità
[ ] Ampiezza
Risposta esatta: C
L’ampiezza del mercato è una particolare sfaccettatura del market momentum; essa indica infatti la misura con cui l’universo di titoli facenti parte del mercato partecipano ad un determinato movimento: è diverso, infatti, osservare un rialzo del 2 percento con una partecipazione corale del mercato, ed un rialzo della stessa misura, determinato però solo da pochi titoli, magari da quelli a larga capitalizzazione, che quindi hanno un alto peso nelle medie di mercato.
Le misure dell’ampiezza del mercato passano perlopiù dalla differenza fra numero di titoli al rialzo e numero di titoli al ribasso in una detreminata giornata. Su questa misura si basa l’Advance-Decline, ma soprattutto il McClellan Oscillator, reso pubblico dai coniugi Sherman e Marian McClellan nel loro Patterns for Profit. Il McClellan Oscillator è la differenza fra la media mobile esponenziale a 19 giorni e la media mobile esponenziale a 39 giorni della differenza fra titoli al rialzo e titoli al ribasso. Ne risulta un indicatore che oscilla tipicamente fra +100 e -100, definendo delle fasce di ipercomprato e ipervenduto, o meglio, dei livelli di ingresso e di uscita dal mercato.


5. Esiste una tecnica di charting nota con il nome di renga:
[ ] Vero
[ ] Falso
Risposta esatta: B
E certo, perchè Renga è il nome originale (in giapponese) della tecnica nota nel mondo occidentale con il nome di Renko (renga in giapponese vuol dire infatti mattone). La metodologia su cui si basa questa tecnica (diffusa da Steve Nison con il suo “Beyond Candlesticks”.) è simile a quella del poin&figure: il primo passo infatti consiste nel definire l’ampiezza del box, che determina la variazione minima degna di attenzione; una volta scelto un “box” di 50 punti, infatti, se il prezzo di chiusura di oggi supera quello di ieri di almeno 50 punti, un nuovo “mattone” (bianco o nero a seconda della tendenza rialzista o ribassista) verrà disegnato, altrimenti il grafico rimarrà immutato. Si badi che:
• solo i prezzi di chiusura vengono considerati;
• la larghezza del mattone è uguale alla sua altezza;
• se il prezzo si muove di una misura pari a più di un multiplo del box minimo, occorrerà disegnare più boxes per quel giorno: così, nell’esempio precedente, una variazione di 160 lire ci indurrebbe a disegnare tre “mattoni”.


6. L’Ultimate Oscillator è stato sviluppato da:
[ ] John Murphy
[ ] Larry Williams
[ ] Tom Dorsey
Risposta esatta: B
Ha sostenuto Williams: “una delle ragioni per cui la gente perde soldi in borsa, è perchè impiega oscillatori che si girano troppo presto rispetto ai “turning points” del mercato: lo stesso concetto di divergenze è vago, poichè si assiste spesso al formarsi di due o tre divergenze prima che il mercato svolti, ma nel frattempo l’investitore rimane dissanguato dal pagamento dei margini (futures, NdR).
La soluzione sta dunque in un aumento della sensibilità dell’indicatore: è per questo che ho scelto tre differenti periodi temporali, che rispecchiano i tre cicli influenzanti il mercato sottostante.
Ovviamente, questi tre periodi vanno “equalizzati”: così, se riteniamo che i cicli dominanti sono di 7 giorni (breve termine), 14 (medio termine) e 28 (lungo termine), dobbiamo dare ugual valore a tutti e tre i cicli, moltiplicando quello breve per quattro e quello medio per due”. L’Ultimate Oscillator, indicatore dal nome magari un po’ troppo enfatico, è apparso per la prima volta su Commodities (oggi Futures Magazine) ad agosto 1985; il suo criterio di calcolo è il seguente:
1. Stabilire la buying pressure (Bt) di oggi, sottraendo il “true low” dalla chiusura. Il true low è il minore fra il minimo di oggi e la chiusura di ieri;
2. Calcolare il “True range” (Rt), dato dal maggiori fra i seguenti valori: il range di oggi (massimo meno minimo), differenza fra massimo di oggi e chiusura di ieri, differenza fra chiusura di ieri e minimo di oggi;
3. Sommare la buying pressure separatamente per i tre intervalli temporali (nel nostro caso, la somma a 7, 14, e 28);
4. Fare altrettanto per il True Range;
5. Infine, dividere la buying pressure per il True Range per ognuno dei tre cicli menzionati (Bt7/Rt7, Bt14/Rt14, e così via). Ponderare il tutto per i citati fattori 4, 2 e 1 e fare la somma cumulata.
I criteri di impiego sono a questo punto ovvi: ci si baserà soprattutto sulle divergenze fra prezzo e indicatore, abbinate ad una inversione di tendenza dello stesso oscillatore.


7. Nella terminologia di Elliott, un “irregular top” è:
[ ] Un massimo che non ha superato il precedente massimo storico
[ ] Un massimo sviluppato nell’ambito di un movimento orizzontale
[ ] Un massimo, sviluppato nell’ambito di una corrective wave, superiore al picco massimo della impulse wave precedente
Risposta esatta: C
Infatti, è ragionevole supporre che una corrective wave non superi mai la impulse wave appena corretta: solitamente si impiegano al riguardo delle linee guida, come per esempio la regola del 61.8% di ritracciamento, o del raggiungimento della prima onda di grado inferiore. Elliott soleva indicare i massimi di mercato sviluppati in questo ambito “massimi ortodossi” (Ortodox Top), ma era ben consapevole della possibilità di fasi correttive talmente decise da superare il massimo ortodosso appena formato, fasi che culminavano nella formazione del cosiddetto “Irregular Top”.
E’ interessante notare che il massimo fatto segnare dal mercato americano nell’agosto del 1929 fu appunto un Irregular Top, che seguì l’Ortodox Top fatto segnare l’anno precedente: e fu appunto per questo “tranello” che molti famosi trader dell’epoca (si pensi fra tutti al leggendario Livermore) persero intere fortune, convinti che il lungo mercato toro fosse finito appunto nel 1928.
Nella figura, si nota la struttura che presenta il mercato descritto.

8. Il “saucer” lo si trova comunemente:
[ ] Ai minimi
[ ] Ai massimi
[ ] Sia ai massimi che ai minimi
Risposta: C
Sarebbe sufficiente conoscere un po’ di inglese per sapere che saucer vuol dire piattino. Si tratta infatti di una formazione tipica delle fasi di accumulazione; non è rado incontrarla dopo ampi storni. Inizialmente assomiglia a qualcosa di simile ad un testa e spalle rovesciato, ma la fase prolungata in cui si sviluppa fa presto venire meno questa ipotesi. In pratica sul grafico si nota un avvallamento dei prezzi più o meno prolungato, e caratterizzato da volumi inizialmente sostenuti, poi via via decrescenti, fino a raggiungere un livello minimo a metà della formazione, per poi crescere ed esplodere in occasione dell’uscita dalla fase di distribuzione.


9. Normalmente il diamante
[ ] E’ una figura di continuazione
[ ] E’ una figura di inversione
[ ] Indica l’approssimarsi di un nuovo massimo storico
Risposta esatta: B
Il diamante è una rara figura grafica, ottenuta dalla “fusione” tra una formazione in espansione (triangolo simmetrico con l’apice a sinistra) e un triangolo simmetrico.
Si noti l’enfasi data all’avverbio “normalmente”: non è raro vedere formazioni note come “diamante” - il cui nome è dovuto non ad un particolare valore della figura, ma alla tipica formazione romboidale - svilupparsi a metà di un trend già avviato: in questo caso l’implicazione è una continuazione del trend. Normalmente, però, il diamante contrassegna la fine di un trend e l’inizio di uno nuovo: in questo caso, infatti, i prezzi “entrano” da una parte ed “escono” dall’altra.


10. Quando nacque, nel 1885, il Dow Jones Industrial era composto da
[ ] 14 titoli
[ ] 28 titoli
[ ] 35 titoli
Risposta esatta: A
E in particolare, dei 14 titoli componenti la “media”, ben 12 appartenevano al settore ferroviario, e solo due erano industriali. Del resto, erano i tempi della “conquista del West”...

11. Il measuring gap lo si trova:
[ ] All’inizio di un nuovo trend
[ ] All’incirca a metà di un trend
[ ] Alla fine di un trend
Risposta esatta: B

Il runaway (o measuring) gap è un vuoto che si presenta all’incirca a metà di un movimento piuttosto deciso di prezzi. Fra quelli conosciuti (breakaway, exhaustion, e appunto runaway), è probabilmente quello più importante, poichè permette una misurazione - seppur approssimativa - dell’estensione del movimento in cui si presentano. Recita infatti il Magee:
“quando un movimento di prezzi permette di uscire da un’area di consolidamento, il trend al rialzo dei prezzi sembra spesso acquistare vitalità; si verifica così una costante accelerazione, che dura parecchi giorni. fino a quando si registra una perdita di momentum, allorchè le vendite da profit-taking iniziano ad incalzare. In questo contesto, è molto probabile che i prezzi lascino un “vuoto” all’incirca a metà del loro cammino. Ecco perchè un gap di tal tipo permette una misura approssimativa del movimento nel quale si sviluppa, visto che i prezzi si svilupperanno oltre il gap in misura pari al cammino già intrapreso, così come misurato direttamente (e verticalmente) sul grafico”.

In condizioni ideali, il measuring gap si trova a metà di un movimento, e questo permette a questo tipo di gap di avere implicazioni “previsive”. Non è rado osservare sul grafico altri tipi di grafico, come il common gap e il breakaway gap.




12. Nella teoria di Dow, il movimento laterale dei prezzi è definito:
[ ] Line
[ ] Consolidation
[ ] Horizontal Formation
Risposta esatta: A
Intendiamoci: lo avremmo potuto chiamare anche sideways, o trending range, o anche horizontal formation. Quello che non cambia è che quello di cui stiamo parlando era definito da Dow una line, o per usare le parole di uno dei suoi più rispettabili allievi, il Magee: “una line nella teoria di Dow è un movimento laterale in un indice di mercato (average), nel corso del quale i corsi si muovono nell’ambito massimo del 5 percento (o meno) del prezzo medio”.


13. Il Commodity Selection Index è stato sviluppato da:
[ ] J. Welles Wilder
[ ] Larry Williams
[ ] Bruce Babcock
Risposta esatta: A
E’ uno degli indicatori che si possono trovare nell’ormai classico “New Concepts in technical trading systems”. Secondo Welles Wilder, la volatilità permette di effettuare una stima del movimento di un titolo, ma non sempre un titolo in movimento presenta volatilità: un titolo può salire e scendere molto lentamente in una direzione e non per questo presentare volatilità. L’obiettivo del CSI è appunto quello di identificare i titoli che presentano le caratteristiche per compiere uno scatto verso una direzione (non importa quale). La cosa curiosa è che per adempiere a questo scopo, Wilder ha inserito nella formula non solo una misura della volatilità, ma anche i margini pagati all’intermediario e i costi di transazione. La formula comprende infatti l’ADXR (Average Directional Index Rating), che viene moltiplicato per l’Average True Range e per un valore che è a sua volta il prodotto di due fattori, comprensivi dei costi di transazione (in valore assoluto), del margine richiesto, di un fattore di conversione e di una costante. E’ evidente che questo indicatore non va impiegato come strumento di trading, bensì come metodo per determinare i titoli che presentano la leva maggiore in relazione alla volatilità implicita e alle caratteristiche dei vari contratti. E’ anche utile osservare la formazione di picchi su questo indicatore, che spesso segnalano tempestivamente importanti punti di svolta.


14. Perry Kaufman ha scritto:
[ ] New Concepts in technical trading systems
[ ] The new commodity trading systems and methods
[ ] The handbook of commodity cycles
Risposta esatta: B
La risposta lettera A si riferisce all’ormai classico testo di Welles Wilder, autore tra l’altro dell’RSI, del Directional Movement System, del Parabolic SAR, e di tanti altri indicatori. Il testo di Kaufman, invece, pur non essendo ricordato per qualche indicatore in particolare, è consigliabile come libro di testo, per l’ampia gamma di temi trattati, da come riconoscere e valutare la bontà dei trading systems, all’eliminazione del noise, all’impiego delle medie mobili, e così via...Un libro suggerito!!!


15. L’RSL timing method è un sistema che comprende:
[ ] 4 indicatori, fra i quali uno di volatilità
[ ] 4 indicatori, dei quali due sono di volatilità
[ ] 8 indicatori
Risposta esatta: C
L’RSL (Relative Strength Locator) Method è un approccio razionale al trading che impiega una combinazione di otto indicatori, alcuni ormai classici, altri totalmente nuovi, lavoranti in real-time. Il suo autore, Humprey Lloyd, ha da tempo pubblicato un libro in cui espone una profilo dettagliato delle performances e gli elementi per costruirlo passo passo. Il sistema è applicabile ad azioni, futures, opzioni e commodities.


16. KST è l’acronimo di:
[ ] Know Sure Things
[ ] Kill the System Trading
[ ] Kiss the Secrets of Trading
Risposta esatta: C

La premessa da cui parte Martin J. Pring, autore del KST, è che l’andamento dei prezzi, in qualunque momento, è determinato dall’interazione di numerosi cicli di ampiezza differente: in alcuni casi, quando un trend inverte direzione, è seguito da un movimento abbastanza blando; in altri casi, è seguito da un movimento più consistente. Ciò è dovuto al fatto che quando è un ciclo di dominio temporale ridotto a “girarsi”, è improbabile che avrà parecchia influenza, dato che su esso si sovrappongono altri cicli; se invece due o tre cicli di ampiezza medio-lunga si invertono, è probabile allora che un consistente movimento dei prezzi sta per iniziare.
Data l’impossibilità di seguire un cospicuo numero di indicatori, la soluzione sta nella costruzione di un singolo indicatore, che contenga la caratteristiche dei cicli influenzanti il mercato, combinandoli al suo interno in maniera opportuna. Parlando di breve periodo, medio periodo e lungo periodo, avremo uno short-term KST, un intermediate KST e un long-term KST: il primo in particolare sarà utile per filtrare i punti di ingresso e di uscita dai mercati futures. La sua formula nella sintassi MetaStock è:

mov(roc(c,10,%),10,e) +2*(mov(roc(c,15,%),10,e)) +3*(mov(roc(c,20,%),10,e)) +
+ 4*(mov(roc(c,30,%),15,e))

In pratica, quello che si va a costruire è la somma ponderata di 4 Rates of Change di ampiezza differente, opportunamente pesati. Ovviamente, i concetti come divergenze, livelli di ipercomprato ed ipervenduto, patterns grafici e rotture di trendline sono importanti per il KST così come lo sono per i comuni ROC, RSI, ecc. Anche in questo caso, la conoscenza del particolare mercato potrà spingere l’analista a costruirsi una propria versione di KST, dando particolare risalto ad uno dei cicli esposti (10, 15, 20 e 30 giorni) o addirittura ponendo l’enfasi ad un ciclo peculiare.


17. Nella teoria delle Onde di Elliott, i triangoli si formano
[ ] Nella quarta onda, ma alle volte anche nella seconda; mai in una impulse wave
[ ] Solamente nella quarta onda
[ ] Alle volte, anche nella quinta onda
Risposta esatta: C

Intendiamoci: normalmente, i triangoli sono patterns che si sviluppano nella quarta onda. talvolta nella seconda; comunque nelle fasi correttive di mercato. E del resto, seconda la teoria classica, i triangoli sono tipiche fasi di consolidamento, di pausa, che alla cui conclusione si ripristina il trend interrotto. Anche secondo Elliott i triangoli si realizzano nelle fasi correttive, quindi la prima risposta è esatta, ma solo a metà: si può verificare, infatti, quella che in gergo wedge top (o wedge bottom), come nella figura: è questo l’unico caso contemplato dalla teoria di triangolo in un’onda impulsiva. In questi casi, però, la reazione che ne segue è abbastanza violenta. La figura che segue mostra invece un esempio di corrective triangle.

18. Nella Elliott Wave Theory, il grado più elevato che le onde possono raggiungere è:
[ ] Il “Big Cycle”
[ ] Il “Super Cycle”
[ ] Il “Great Super Cycle”
Risposta esatta: C
Per essere più precisi, questa è la nomenclatura adottata da Elliott ai tempi della redazione di The Wave Principle (e da allora, da tutti gli Elliottiani):

- Great Supercycle
- Super Cycle
- Cycle
- Primary
- Intermediate
- Minor
- Minute
- Minuette
- Subminuette

Parliamo in pratica di onde che durano da alcuni secoli a pochi minuti: questi ultimi movimenti, infatti, sono quelli con cui si imbatte il day trader, ed ovviamente di essi se ne contano a centinaia alla settimana; di converso, il Great SuperCycle (GSC) è qualcosa di talmente enorme, che non si è ancora conclusa il suo primo ciclo completo da quando esistono statistiche affidabili sui mercati azionari. Secondo lo stesso Elliott, infatti, siamo correntemente nel primo (e sinora unico) Great Super Cycle: questo si è sviluppato all’incirca a partire dal 1800, quando è iniziata la sua prima onda di grado inferiore; la seconda onda, iniziata nel 1850 circa, si è conclusa nel 1857; nel 1857 è partita la terza onda, conclusasi con il famoso Ortodox Top (vedi domanda n.7) del 1928; da lì è partito un robusto movimento correttivo al rialzo, terminato nel 1949; e infine, dal 1949, stiamo vivendo la quinta onda di questo primo Great Supercycle, in atto ormai da quasi due secoli.


19. Secondo Elliott, una corrective wave non si può mai concludere al di sopra della impulse wave appena corretta:
[ ] Vero
[ ] Falso
Risposta esatta: B
Beh, per essere stata posta la domanda, la risposta non poteva che essere “falso”. In effetti, Elliott contempla l’ipotesi, piuttosto rara, in verità, di una onda correttiva il cui sviluppo si concluda al di sopra della onda impulsiva appena ritracciata: siamo di fronte al cosiddetto flat, o meglio running flat. L’esempio nel grafico seguente forse chiarisce meglio il concetto:

Come si può notare bene, la struttura a-b-c dell’onda 2 è talmente prolungata verso l’alto, che essa finisce per concludersi proprio al di sopra dell’onda 1 che in teoria avrebbe dovuto ritracciare. La teoria dell’alternanza (Rule of Alternation) viene rispettata nella quarta onda, che infatti presenta una struttura diversa dalla seconda onda correttiva; ad ogni modo, l’implicazione di un running flat è quella di una enorme forza del trend sottostante.


20. La quarta onda si compone di tre onde:
[ ] Sì, sempre
[ ] Sì ma solo negli uptrend
[ ] Normalmente sì, ma in alcuni casi si può comporre di cinque onde
Risposta esatta: C

Evidentemente, questa domanda richiama il quesito numero 17, dove si è parlato dei triangoli. La regola vuole che le onde correttive si compongono sempre di tre onde, salvo in caso di triangoli, quando le onde sono cinque. Si badi poi che ciascuna delle cinque onde a sua volta si compone di tre onde, a prescindere che si tratti di corrective wave o di impulse wave.


21. Il complex head and shoulder è:
[ ] Un testa e spalle difficile da riconoscere
[ ] Un testa e spalle rialzista, nell’ambito di un altro testa e spalle ribassista
[ ] La configurazione in cui un testa e spalle è compreso in un altro testa e spalle più ampio
Risposta esatta: C
In effetti con Complex (o Multiple) Head&Shoulders si designa una formazione grafica in cui la testa (più raramente una delle due spalle) è a sua volta un testa e spalle di dimensioni più ridotte. Ci si può riferire a questa formazione anche con riferimento a testa e spalle appunto multipli, ovvero a formazioni con più di una spalla sinistra, due teste delle quali una è difficilmente identificabile come “leader”, e una o due spalle destre. In questi casi è prudente tracciare una neckline interna e una neckline esterna, onde avere due obiettivi terminali, dei quali uno è quello minimo.


22. La deviazione standard:
[ ] E’ la radice quadrata della varianza
[ ] E’ un multiplo del beta
[ ] E’ pari al quadrato della correlazione
Risposta esatta: A
La deviazione standard (o scarto quadratico medio) è una misura statistica della variabilità di una serie storica, ottenuta dalla radice quadrata di una particolare misura della dispersione di valori intorno ad un valore caratteristico. In parole povere, la varianza è ottenuta come segue:

Var(X) = (x1-x) + (x2-x) + (x3-x)+ ...... + (xn-x) = (xi - x)
N N
Quindi la varianza è la somma dei quadrati delle differenze di ciascun valore di una serie storica, rispetto al valore medio (x), rapportata al numero di valori componenti la serie; la deviazione standard invece è la radice quadrata delle varianza: Sqm = std = Var(X)
La deviazione standard è di una enorme utilità in analisi tecnica: infatti, oltre che essere parte di parecchi indicatori (è alla base del CCI, Commodity Channel Index, e delle Bande di Bollinger, tanto per fare un esempio), è essa stessa un indicatore. Si è detto infatti che in statistica la deviazione standard è una misura della volatilità: il confronto dell’andamento assunto da questo indicatore con quello di un titolo consente di individuare possibili aree di arresto di un trend e di inversione. E’ molto probabile infatti che un nuovo trend abbia luogo una volta che la deviazione standard raggiunga valori anormalmente bassi, così come una volatilità elevata segnalerà l’esaurimento di una tendenza. E’ chiaro che occorrerà “tarare” la lunghezza ottimale della deviazione standard, ma questo dipenderà dalla natura del titolo - più o meno speculativo (come affermare che Generali e Olivetti siano volatili in pari guisa?) - e, come sempre, dalla sensibilità dell’analista. Una misura abbastanza “universale” è data dai 20 giorni, che all’incirca corrispondono al mese. Si ritiene che osservare la volatilità ad un mese di un titolo sia abbastanza istruttivo. Il grafico in questa pagina da’ un’idea di quanto affermato.

Si nota bene come i minimi e massimi della deviazione standard a 20 giorni indicano con una certa approssimazione i punti di svolta di mercato.


23. William Delbert Gann fu uno dei più grandi trader di tutta la storia di Wall Street. La sua carriera di trader durò oltre 50 anni. Accumulò una fortuna di:
[ ] 25 milioni di dollari
[ ] 50 milioni di dollari
[ ] 200 milioni di dollari
Risposta esatta: B
William D.Gann (1878-1955) era uno dei trader di maggior successo che mai operò nel mercato finanziario. Parecchie delle sue teorie stanno venendo riscoperte dai professionisti dei listini, forse anche per l’alone di fascino che avvolge la storia di questo grande trader, il più grande speculatore di tutti i tempi, o per una sorta di “ritorno alle origini” dopo aver studiato svariati sistemi meccanici senza ottenere dei risultati incoraggianti. Il suo maggior contributo alla teoria rimane il lavoro sulla legge naturale della vibrazione che governa i cicli temporali del mercato e che sebbene sia stato enunciato oltre mezzo secolo fa, conserva pienamente la sua validità. La quasi totalità dei trading system tecnici utilizzati attualmente sono basati sull’azione del prezzo o al più del prezzo combinato con il volume, i metodi di Gann operano con il tempo e lo rendono in grado di determinare quando il mercato cambierà di direzione e il miglior prezzo per entrare ed uscire da un qualsiasi titolo. Gann ha dedicato 35 anni esclusivamente allo studio di indici ed azioni del mercato spendendo oltre 300.000 $ (dell’epoca) per sviluppare un metodo di previsione dei titoli pratico e che funzioni; considerava le sue scoperte sui cicli temporali le più importanti e innovative al fine di impadronirsi delle regole che governano i mercati e le insegnò solamente nei suoi corsi. La grande maggioranza delle persone che comprano e vendono azioni perdono per 3 ragioni fondamentali:
1.Si spingono troppo nelle speculazioni o comprano e vendono troppo per il loro capitale.
2.Non danno mai ordini di fermare le perdite e pongono dei limiti ai loro profitti.
3.Mancano di conoscenza. Questo è il motivo principale.

Durante il mese di Ottobre, 1909, in 25 giorni di mercato Gann fece, davanti ad un rappresentante della rivista “The Tickers”, 286 operazioni in vari titoli, sia al ribasso che al rialzo, 264 di queste operazioni si conclusero con un profitto, 22 con una perdita. Il capitale con cui operava fu raddoppiato 10 volte, alla fine del mese aveva il 1000x100 del suo capitale iniziale. Alla presenza del rappresentante Gann vendette allo scoperto il ferro comune a 94 e 7/8, dicendo che non sarebbe arrivato a 95. Non lo fece. Ha dato in un giorno 16 successivi ordini nella stessa azione 8 dei quali risultarono essere il massimo o il minimo di quella particolare oscillazione. Performance come queste sono probabilmente impareggiabili nella storia di Wall Street. Nella sua lunga carriera Gann accumulò un patrimonio di oltre 50 milioni di dollari.

24. La figura che segue è uno studio effettuato con una tecnica di Gann

[ ] Quadrato del range
[ ] Quadrato del massimo
[ ] Fan lines dal massimo
Risposta esatta: B
Questo quadrato si ottiene costruendo i diversi angoli ribassisti da un massimo e gli angoli rialzisti dal livello zero ma dalla stessa data del massimo. Quanto più tempo è trascorso dal massimo preso in considerazione e tanto più importante sarà il quadrato da esso generato. Il punto di incrocio delle rette rialziste e ribassiste rappresenta un ritracciamento del 50% assoluto. Solitamente si costruisce tale quadrato per i massimi più significativi che hanno generato inversioni di medio-lungo periodo oppure dal massimo relativo più recente e da quello più alto in assoluto.
Prendiamo come esempio il grafico della domanda, si fa partire il quadrato del massimo dal picco. Tracciamo una linea di tendenza a 45° fino a quando non incontra lo zero nell’asse delle ordinate (l’asse su cui è riportato il tempo). Congiungiamo il punto di tangenza della retta a 45° con il punto parallelo al massimo di partenza. La figura costruita è un quadrato che ha come massimo l’angolo in alto a sinistra e come minimo l’angolo in basso.

Da questi due angoli faremo partire tutte le linee di tendenza generate dagli angoli di Gann individuando così dei significativi livelli di supporto e resistenza per i prezzi futuri. Da un punto di vista operativo si deve prestare particolare attenzione quando il quadrato del massimo viene rotto nel tempo. Se fino a quel momento il massimo di partenza non è mai stato violato, e se il prezzo ha mantenuto sempre una chiara connotazione ribassista è molto probabile che ci troviamo dinanzi alla fine del movimento in atto.
Gann raccomandava di prestare particolare attenzione al livello di prezzo rappresentato dal 50% del massimo di partenza dove è molto probabile una reazione contraria. Un’altra osservazione di Gann si ha quando il prezzo si trova al 50% del massimo e contemporaneamente al 50% del tempo, in questo caso un movimento contrario di 3 mesi è piuttosto probabile.


25. Qual’è il valore di ritracciamento fondamentale per Gann?
[ ] 50%
[ ] 66%
[ ] Il 50% della differenza tra il massimo assoluto e il minimo relativo
Risposta esatta: A
I movimenti di prezzo prima o poi subiscono correzioni al rialzo o al ribasso. Queste correzioni le chiamiamo ritracciamenti perché i valori percorrono nuovamente (ritracciano) il terreno perduto o guadagnato in precedenza. Individuati due pivot point, ossia due minimi o massimi si misura la distanza intercorrente e si calcolano le percentuali di ritracciamento di Gann.
La percentuale più importante è quella del 50% del valore precedente; seguono in ordine di importanza le percentuali del:
25 % , 75 %, 33.3 %, 66.6 %, 12.5 %, 16.66 %, 37.5 %, 62.5 %, 87.5 %
tali percentuali devono essere sottratte dal massimo che ha provocato l’inversione o sommate al minimo che ha permesso l’inversione rialzista. Devono essere considerati come dei possibili obiettivi e dei livelli di supporto e resistenza.

Ritracciamento dal massimo assoluto.

In questo esempio il grafico ritraccia il 50% del range precedente. Il livello del 50% è considerato fondamentale per la tenuta di un trend, i livelli del 33% e del 66% rappresentano il minimo ritracciamento e il massimo. Oltre il 66% di ritracciamento il trend è considerato interrotto.

• La percentuale di ritracciamento più importante è quella del 50%, seguono le percentuali del 25%, 75%, 33.3%, 66.6%, 12.5%, 16.66%, 37.5%, 62.5%, 87.5%

• La moltiplicazione del 100%, 200%, 300%.... dal minimo assoluto individua dei livelli da monitorare

• Il quadrato del 9 individua possibili livelli di supporto e resistenza

• Un ulteriore sistema di calcolo degli obiettivi è 7 volte la base, si calcola il range di un movimento e lo si moltiplica per 7 calcolando anche i livelli intermedi

• Le zone di ritracciamento servono per delineare dei livelli, invece di punti, dove è atteso un ritracciamento



26. La candle-line è formata da una parte centrale detta real-body che è delimitata dai valori di OPEN e CLOSE. In uno spinning-top questi valori sono :
[ ] molto distanti, quindi con presenza di piccole shadows
[ ] poco distanti, quindi con presenza di lunghe shadows
[ ] molto vicini, con presenza di piccole o lunghe shadows indifferentemente
Risposta esatta: C
La risposta esatta è la C anche e se la B è parzialmente corretta poichè la carratteristica fondamentale di uno Spinning-top è la ridotta ampiezza del real-body in assoluto mentre le shadows hanno una importanza relativa nel definire la figura.

Altra cosa importante per caratterizzare questa candle-line è che il real-body sia posizionato nella parte centrale della figura mentre il suo colore risulta essere ininfluente ai fini della definizione di Spinning-top dato che il colore è maggiormente influente quanto maggiore risulta essere la dimensione del corpo che se ampio definisce un movimento chiaro in un verso, mentre se limitato non dà indicazioni in tal senso e quindi l’essere bianco o nero ne fornisce ancora meno. Per quanto riguarda l’interpretazione di questa candela possiamo dire che è sicuramente sintomo di una marcata incertezza del mercato che si muove sempre attorno agli stessi valori senza intraprendere una via precisa segnale ciò di un combattuto confronto tra compratori e venditori non avendo entrambi la forza di prevalere.Generalmente queste candle-line si formano in fasi di mercato a tendenza laterale e non fanno altro che confermare tale situazione non fornendo quindi particolari indicazioni operative mentre invece assumono importanza all’interno di particolari pattern di inversione allorquando possono sottolineare il passaggio da una tendenza all’altra ed essendo figure di equilibrio inizialmente ci avvertono della perdita di “spinta” del trend in atto e poi se seguite da altre candle-line significative vengono comporre il vero e proprio modello di inversione come nel caso delle Star-formations.


27. Una shooting-star assume valenza di primo segnale di inversione perchè :
[ ] i prezzi inizialmente in trend al rialzo subiscono una inversione in seduta, tanto da portare la chiusura appena al di sotto dell'apertura ed in corrispondenza dei minimi
[ ] i prezzi si muovono al ribasso ed incontrando un livello di supporto reagiscono chiudendo nettamente al di sopra dell'apertura
[ ] il real-body ridotto è sintomo di incertezza ed indebolimento del trend in essere che ha quindi buona probabilità di invertirsi
Risposta esatta: A
Infatti una Shooting-star è una candle-line che viene a formare in genere all’apice di un movimento rialzista dove i corsi azionari dopo aver aperto positivamente rispetto alla seduta precedente, mantengono l’intonazione positiva per un po’ andando a segnare nuovi massimi relativi per poi ripiegare, repentinamente il più delle volte, fino a livelli di poco inferiori alla apertura. Quindi avremo una candela con un piccolo real-body posizionato nella parte bassa e di colore nero.
La Shooting-star ha grossomodo la stessa valenza di un Hang-man ma graficamente differisce per la posizione del corpo che è come detto in basso anzichè in alto come nell’impiccato.
E' maggiormente affidabile una Shooting-star (corpo in basso) che un Hang-man (corpo in alto) poichè la chiusura in prossimità dei minimi da maggiori garanzie per una apertura negativa della seduta seguente che ulteriormente confermerebbe l’avvenuto cambio di trend e il raggiungimento di un livello di massimo della giornata precedente, magari in prossimità di una evidente resistenza di ordine grafico.


28. L'analisi di Fourier permette:
[ ] Di evidenziare i cicli più "energici" di un andamento di un indice
[ ] Di predire la velocità di accelerazione nei punti di svolta del mercato
[ ] E' un logico compendio della teoria di Elliott
Risposta esatta: A
La teoria di Fourier si basa infatti sull’assunto che ogni segnale, che si evolva nel tempo (quindi anche i nostri andamenti borsistici) può essere descritto tramite le sue caratteristiche spettrali. Come spettro di un segnale si intende il suo contenuto energetico nel dominio della frequenza.
L’andamento di un indice può quindi essere considerato come la somma di svariati segnali sinusoidali, ognuno con la propria ampiezza, periodo e fase.
Il metodo per identificare tali segnali in modo corretto prende il nome di FFT (Fast Fourier Transform).


29. Un Trading system può essere ritenuto interessante se tracciando la curva (per esempio) del guadagno percentuale rispetto al parametro di ottimizzazione si ottiene:
[ ] Un picco molto alto e stretto
[ ] Un andamento monotono crescente
[ ] Un picco evidente con andamento dolce e smussato allontanandosi da esso
Risposta esatta: C
Analizziamo i seguenti andamenti del guadagno in funzione del parametro di ottimizzazione (per semplicità uno solo):

Nel primo caso esistono diversi valori del parametro di ottimizzazione che producono buone prestazioni del TS. Purtroppo è altresì vero che, spostandosi di poco dal valore ottimale, le prestazioni decadono tragicamente.
Questo ha due ripercussioni:
1 - L’utilizzo del valore apparentemente ottimale del parametro porterebbe a fenomeni di overfitting con conseguenze disastrose nell’utilizzo forward del TS
2 - L’andamento irregolare delle prestazioni denuncia una non-affidabilità del metodo di trading che deve essere scartato.
Il grafico di destra rappresenta invece l’andamento delle prestazioni di una buona regola di trading. L’andamento dolce e smussato nella prima parte evidenzia infatti una “robustezza” del sistema rispetto ai suoi parametri e quindi una certa qual affidabilità. L’over prestazione del picco a destra NON deve essere considerata per evitare i rischi di overfitting già esposti.


30. Cosa si intende per Trading System di tipo SAR ?
[ ] Un sistema basato sul Syntetic Analysis Ratio Index
[ ] Un sistema che opera sia al rialzo che al ribasso (coperto/scoperto)
[ ] Un sistema che non contempla l'uscita dal mercato.
Risposta esatta: C
SAR sta per Stop And Reverse. In questi sistemi un segnale di chiusura di un operazione è anche valido come segnale di apertura della operazione su posizioni opposte.

A titolo di esempio, un SAR semplice può essere un sistema basato sull’incrocio di due medie, una lunga di base e una più corta e veloce che operi da trigger.
Se a questo sistema aggiungiamo un sistema di gestione della posizione (stile Stop Loss etc. ) il sistema perde le sue caratteristiche SAR.

Vedi anche:

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