Bolton-Tremblay Indicator

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Da Traderpedia.

È un indicatore di ampiezza, calcolato partendo dal numero di titoli al rialzo e al ribasso, ma che si differenzia dalla famiglia di oscillatori di Advance-Decline per il fatto che prende in considerazione il numero di titoli che chiudono la seduta in modo invariato, rispetto al giorno precedente. Occorre in merito precisare la minore attendibilità sul mercato italiano di questa misura, poichè il metodo di computo del prezzo di chiusura, media ponderata dell’ultimo 10% degli scambi, piuttosto che ultimo prezzo fatto segnare, rende poco probabile la formazione di prezzi “invariati”. Di passaggio rileviamo come questa anomalia del tutto italiana è alla base della difficoltà di applicazione di altre tecniche di analisi: si pensi al candlestick charting, dove ben difficilmente, per esempio, si assisterà alla formazione di figure come gli “hammer”, dove per definizione il massimo è uguale alla chiusura, a meno che ci si riferisca all’Indice Mibtel, o al Future, dove la chiusura coincide con l’ultimo valore fatto segnare.
Il calcolo del Bolton-Tremblay Indicator, una delle misure di market breadth preferite da Pring, si effettua seguendo una serie di passaggi:

1. si divide il numero dei titoli al rialzo per il numero di titoli “invariati”;
2. si divide il numero dei titoli al ribasso per il numero di titoli “invariati”;
3. si sottrae il valore di cui al punto 2 dal valore di cui al punto 1.
4. si calcola la radice quadrata del valore di cui al punto 3, aggiungendola al valore dell’indicatore del giorno precedente, ovvero sottraendola, se la differenza è negativa (ovviamente, in quest’ultimo caso il segno negativo si porterà fuori dalla radice).

Il foglio di calcolo seguente chiarirà meglio quanto appena esposto; qui sotto possiamo osservare il Bolton-Tremblay Indicator, applicato all’Indice Comit.


Bolton.jpg
Bolton-Tremblay Indicator.


Foglio di calcolo:

(A) = 100*Adv/Unch
(B) = 100*Decl/Unch
(C) = (A) - (B)
(D) = radice quadrata di (C)
(E) = BOLTON-TREMBLAY INDICATOR


Valgono per questo indicatore le considerazioni relative ad altri indicatori “cumulati”, in particolare si potrà far iniziare il calcolo dallo zero o da un valore convenzionalmente scelto (nell’esempio, 1000), l’importante sarà non tanto la misura assunta, quanto la direzione dell’indicatore e, soprattutto, la eventuale formazione di divergenze con l’indice di mercato.
Nel grafico a pagina precedente si nota bene quando un movimento del mercato non è confermato dall’indicatore in questione. Si noti in particolare come il Bolton-Tremblay abbia fatto registrare tre minimi decrescenti in occasione del triangolo del ‘95 e come ai due massimi fatti registrare fra la fine del 1995 e l’inizio del 1996 corrisponda sull’indicatore solo un doppio massimo.
Ancora due avvertenze: è opportuno preferire indici di comparazione piuttosto ampi (il Comit, o il Mibtel, piuttosto che il MIB30), così come si possono effettuare gli stessi calcoli su base settimanale, invece che giornaliera.

La paternità di questa misura dell’ampiezza di mercato è giustamente fatta risalire a Hamilton Bolton, fondatore del Bank Credit Analyst, nonchè uno dei primi analisti ad interessarsi (eravamo alla fine degli anni ‘60) della teoria delle onde di Elliott.
 

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