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	<title>Il boom immobiliare in Florida - Cronologia</title>
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	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>imported&gt;Stefano Fanton il 11:20, 30 apr 2012</title>
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		<updated>2012-04-30T11:20:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;[[Image:Florida.jpg|right|thumb|350px|Mappa della Florida. Una posizione invidiabile...]]Un tempo di grande prosperità, così appariva il 1920 ai cittadini americani. L’automobile stava prendendo piede anche tra la classe media, oltre che tra i ricchi, e si cominciava a viaggiare per il Paese. Il lavoro non mancava e le paghe erano buone come pure i benefit, le vacanze e le pensioni. Le prospettive per il futuro erano rosee e la fiducia alle stelle. Nel 1920 l’attenzione degli [[investitori]] cominciò a concentrarsi sulla Florida e sul suo clima estremamente favorevole. Iniziò così la corsa all’acquisto di lotti di terreno e di immobili, dando inizio ad una grande [[le bolle speculative|bolla speculativa]] proprio su quello che è, nell’immaginario collettivo, il bene rifugio per eccellenza: il settore immobiliare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La borsa iniziava a salire e il denaro abbondava nelle tasche di molti investitori che cominciarono a considerare piacevolmente il clima della Florida per le loro vacanze; il turismo si stava sviluppando e i primi astuti investitori iniziarono a fare incetta di beni immobili e terreni. A Miami casinò illegali e luoghi di incontri per ricchi e famosi iniziarono a diffondersi a vista d’occhio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il denaro circolava copiosamente, anche grazie all’abbondante credito disponibile, e quando si diffusero le notizie che in Florida i prezzi erano raddoppiati in poco tempo moltissimi nuovi investitori vollero acquistare terreni a fini speculativi. Ville con piscina, alberghi e campi da golf nascevano come funghi, i prezzi iniziarono a salire vertiginosamente e quadruplicarono in meno di un anno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le ondate di acquisti si verificarono con forza sempre maggiore grazie alla possibilità di pagare solo un acconto del 10%, rimandando il saldo a un tempo successivo. Ancora una volta gli investitori pensarono di investire il 100% in 10 quote del 10% sfruttando l’effetto leva e il momento favorevole. I prezzi salirono velocemente, nessuno si preoccupava di indebitarsi poiché la domanda era sostenuta e ci si aspettava che i prezzi raddoppiassero in pochi mesi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ovviamente la terra ha il difetto di non essere illimitatamente disponibile e, per accontentare la richiesta sempre maggiore da parte degli investitori, agli sprovveduti investitori si cominciarono a vendere anche terreni paludosi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La realtà superò ogni fantasia: si vendevano terreni sul “lungomare” che però si trovavano a 10 km dall’acqua. Oppure meravigliose opportunità di investimento nei “dintorni” di Jacksonville, intendendo per dintorni una distanza di 100 km. Ma agli investitori poco importava poiché i prezzi continuavano a salire e non ci si concentrava su ciò che si stava comperando ma sul quanto si sarebbe realizzato vendendo pochi mesi dopo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per dare un’idea di come i prezzi esplosero basta pensare che una proprietà acquistata per 1.700 $ nel 1920 fu venduta a 300.000$ nel 1925, i prezzi erano talmente esorbitanti che nessun luogo era economico, un appartamento medio in un condominio poteva arrivare a costare come una super villa hollywoodiana con piscina. La Florida era considerata dagli investitori un paradiso terrestre, un eden utopico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel gennaio 1925 Forbes pubblicò un articolo che commentava negativamente i prezzi raggiunti in Florida sottolineando come le quotazioni reggessero solamente sull’aspettativa di trovare un altro cliente disposto a comprare per la speranza di incrementi facili e non per il valore reale della terra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 10 gennaio una nave danese, che sarebbe dovuta diventare un albergo galleggiante, affondò nella bocca di giramento del porto di Miami rendendolo impraticabile per molte settimane e iniziando a minare la visione di paradiso tropicale che la gente aveva. Era un grosso problema per i carichi attesi per le costruzioni, le ferrovie smisero di trasportare ogni bene che non fosse cibo e i prezzi dei beni di prima necessità salirono alle stelle. Le compravendite iniziarono a rallentare, i giorni in cui i terreni venivano venduti all’asta anche più di una volta in un giorno erano finiti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Smisero di arrivare masse di nuovi investitori e i vecchi investitori iniziarono a vendere non trovando acquirenti. I prezzi iniziarono a scendere velocemente e le ipoteche non pagate causarono il fallimento di molti investitori. Anche la natura ci mise del suo e un terribile uragano devastò la Florida nel settembre del 1926. Miami fu devastata e audaci progetti di sviluppo come l’Isola di Lolando fallirono improvvisamente. Dopo l’uragano un’onda anomala distrusse oltre 13.000 case e 415 persone morirono. Come se non bastasse arrivò la mosca della frutta dal Mediterraneo che devastò i raccolti di agrumi. Venne a mancare l’indispensabile linfa fornita da nuovi investitori per sostenere i prezzi e cominciarono le vendite di massa. Il crollo dei prezzi fu inarrestabile, tutti volevano vendere anche perché molti acquisti erano stati effettuati a margine e quindi era necessario versare il controvalore pattuito. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si salvò, al solito, solamente chi riuscì a vendere i terreni ai primissimi segnali di rallentamento della crescita. Per gli altri, i terreni in Florida divennero un investimento da dimenticare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La voglia di speculazione si stava trasferendo verso altri strumenti finanziari e, si sa, quando i prezzi delle case scendono la borsa solitamente sale. La Florida ci mise anni a risollevarsi e, non risentì particolarmente del successivo crollo di borsa del 1929 né della grande depressione poiché aveva ormai ben poco da perdere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel numero di Time del 13 giugno 2005 il giornale ha, ancora una volta con tempestività e ottimo intuito, pubblicato un articolo sulla mania per l’acquisto delle case. Il titolo del servizio, Home $weet Home, la dice tutta sull’opinione in merito all’incremento dei prezzi esplosivo. Due anni dopo, nel 2007, a causa dei prezzi elevati e del costo del denaro sempre maggiore scoppierà la bolla dei mutui subprime che costringerà molti possessori di case a vendere il proprio immobile all’asta. Il credito concesso troppo facilmente dalle banche è considerato, ancora una volta, una delle cause della crisi. Nel 2008, la banca d’affari [[Bear Stearns. Homes Make Happiness|Bear Stearns]], rischierà il fallimento proprio a causa delle insolvenze sul pagamento dei mutui.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Vedi anche:  ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*[[Indice_sequenziale_Storia|Indice sequenziale Storia]]&lt;br /&gt;
*[[Bear Stearns. Homes Make Happiness|Bear Stearns]] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Category:Storia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>imported&gt;Stefano Fanton</name></author>
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