Blog Trader Pedia
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Nel variegato mondo del trading spesso si riscontrano atteggiamenti che presentano un illusorio impegno per eludere quello che è indispensabile per conseguire il fine di questa attività. 

L’abbaglio contradittorio di ottenere buoni rendimenti, assicurandosi preventivamente di abolire quasi ogni rischio, falsa quello che è un principio fondamentale per trarre profitto dai mercati finanziari, ovvero l’accettazione del rischio stesso che deve essere inteso come propellente necessario per il raggiungimento di rendimenti per natura aleatori.


Quando ci si riferisce a come impiegare il risparmio, si tende ad omettere, o perlomeno a non enfatizzare, il fatto che il rischio sia un propellente necessario, anche se non sufficiente, per cercare di ottenere un rendimento positivo. Ciò avviene anche per assecondare quelle inclinazioni naturali della psicologia umana che tendono all’avversione al rischio, inclinazioni probabilmente collegate ad un principio di sopravvivenza, ma che inquinano il processo decisionale inducendolo a preferenze meno efficienti e sensate.

Le persone infatti non agiscono mai in maniera perfettamente razionale, anche perché hanno una visione limitata rispetto a quelle che sono le informazioni disponibili. Inoltre nel processo decisionale, per quanto si cerchi di rimanere razionali, attraverso il subconscio agiscono dei freni inibitori che ostacolano quello che dovrebbe essere il cammino più corretto per i nostri investimenti.
Nella realtà attuale, in un periodo a tassi zero, l’accettazione di assunzione di rischio, per cercare di conseguire rendimenti accettabili, deve essere oramai scontata per l’investitore, senza troppi indugi, atteggiamento che si rifletterà direttamente nelle maggiori probabilità di ottenere risultati migliori.

1. Che cosa è un GAP?

Tra due candele di un grafico si presenta un GAP quando non c’è alcuna sovrapposizione tra il range di prezzi H-L (high-low) delle due candele, ovvero il Low della candela 2 è superiore al High della candela 1 (GAP UP) oppure il high della candela 2 è inferiore al Low della candela 1 (GAP DOWN).

E’ ben noto a tutti che tra le figure d’inversione di trend più potenti ci sono i “Climax”, che sono tipici pattern di esaurimento di un trend e che possono essere tradati contro-trend, seguendo una logica reversal.

Un climax è caratterizzato da un trend importante che si esaurisce con un’accelerazione del prezzo, spesso accompagnata da un’esplosione anche sui volumi. In genere il downtrend s’inverte con una conformazione a “V” e l’uptrend con una a “V rovesciata (Λ)”. Se il trend era ascendente e s’inverte verso il basso si parla di “buying climax”, se invece un trend discendente s’inverte verso l’alto si parla di “selling climax”.

Per effetto dei diversi fusi orari, la borsa italiana e la borsa americana restano aperte contemporaneamente solo 2 ore ogni giorno (dalle 15:30 alle 17:30). L’unica eccezione si ha quando avviene il cambio da ora legale a solare (e viceversa) in tempi sfasati fra USA ed Europa.

Molti di voi si saranno chiesti tante volte se, ed in quale misura, la borsa italiana “recepisce” i movimenti della borsa USA in essere durante le ore in cui quest’ultima è aperta mentre la prima è ancora chiusa (ad esempio durante la sera e notte europea).

Al fine di massimizzare la regolarità e minimizzare il rischio di portafoglio, abbiamo costruito un sistema algoritmico matematico-statistico, che affonda le sue radici su un ampio studio precedentemente elaborato. La seguente strategia, contrariamente alle condizioni fisiologiche di mercato, tende a catturare maggiormente movimenti più volatili e meno controllati. Nella costruzione di portafoglio, ai fini di una buona decorrelazione, è necessario avere sistemi con logiche differenti. Spesso però, accade che quando ci si trova in presenza di forti sell-off, il mercato sembra scordarsi di alcune regole che in condizioni normali avrebbero diversificato il portafoglio. Questo dipende dalla presenza di una relazione non trascurabile tra correlazione e volatilità, di cui approfondiremo l'esistenza nel prossimo articolo, apportando risultati numerici a testimonianza. Proprio partendo dalla causa, abbiamo sviluppato un sistema che basandosi su alcune debolezze statistiche di mercato, riesce a guadagnare LONG nei periodi di pesanti cadute, approfittando dei piccoli rally di mercato. Se non avessimo dati a comprovarne l'autenticità sarebbe abbastanza assurdo da credere. Eppure, come è possibile notare dal grafico, è la sua specialità.

  

In seguito al post che ho pubblicato sul gruppo Facebook di Traderpedia relativo all’articolo su Come investire con un piano d'accumulo e pubblicato su questo blog sono arrivate diverse osservazioni e suggerimenti interessanti alle quali mi sembrava corretto rispondere con alcuni approfondimenti che faccio qui di seguito. Altre considerazioni le ho aggiunte io.

[Nota tecnica: per comodità e per avere una migliore risoluzione, anziché allegare figure ho inserito i link agli screenshot che possono essere zoomati a piacere).

 

Criteri e obiettivi dell’analisi condotta

L’analisi è stata fatta per confrontare solo due scenari che erano venuti fuori in una discussione tra Rossi (che suggeriva di entrare sistematicamente a mercato) e Bianchi (che suggeriva di entrare solo quando il prezzo è inferiore alla media mobile ed eventualmente di raddoppiare l’investimento in questo caso) e non poteva prevedere tutte le possibili casistiche e tecniche alternative a quelle che erano state proposte. La discussione inoltre partiva da S&P 500, quindi mi sembrava corretto ragionare su quel mercato e non su altri, benché i risultati siano facilmente estendibili a qualunque mercato che, nel lungo periodo, ha una tendenza di fondo a salire. Non c’è dubbio che sia possibile fare scelte alternative a quelle di Rossi e di Bianchi che possono portare a rendimenti superiori e con maggiore controllo del rischio, tuttavia è bene ancora specificare che il PAC ha una sua precisa funzione: permettere a coloro che non hanno accumulato un grosso capitale di partenza, ma che riescono a generare, grazie al proprio reddito, risparmio con costanza, d’investire con cadenza periodica (mensile, trimestrale, semestrale, ecc.). Anche se il nome inglese del PAC significa “mediare il costo”, la funzione del PAC non è, a mio modesto avviso, quella di comprare a prezzi medi per ottimizzare il rischio. Se un investitore possiede un capitale inziale esistono tantissime alternative che sono in grado di sovraperformare nettamente i risultati di un PAC e anche di un semplice PIC “buy & hold”. Sia inoltre ben chiaro che i ragionamenti esposti sono validi per un investitore, che non ha voglia, tempo e competenze per movimentare in modo attivo il suo portafoglio e di fare trading col suo capitale. La semplice analisi con la media mobile è certamente alla portata di tutti, mentre tecniche più sofisticate di pesatura e bilanciamento della size d’ingresso in funzione dell’andamento dei mercati, mi sembrano fuori tema per la stragrande maggioranza degli investitori che potrebbero rivolgersi al PAC.

 

Nei giorni scorsi è andata in onda sulle pagine del gruppo Facebook di Traderpedia una discussione tra due membri del gruppo (che chiameremo Rossi e Bianchi) sulle migliori modalità per fare un PAC (Piano di Accumulo Capitale).

Nonostante si tratti di una metodologia d’investimento per gente “tranquilla” e non di un sistema di trading, spero possa interessare qualcuno di voi che utilizza questa modalità d’investimento.

Per coloro che non lo conoscessero, il PAC (in inglese DCA Dollar-Cost Averaging) è una tecnica che consiste nell’investire su un determinato asset finanziario una somma di denaro ad intervalli regolari (es. a cadenza mensile). Questa tecnica permette di accumulare quote dell’asset prescelto a costi variabili e mediati nel tempo. A volte saranno prezzi alti, altre volte bassi, in funzione dell’evoluzione del mercato. Si contrappone al cosiddetto PIC (Piano d’Investimento del Capitale) che prevede di investire nell’asset prescelto tutto il capitale disponibile in un’unica soluzione, nel momento di mercato ritenuto più idoneo (market timing).

Sebbene sia Rossi che Bianchi concordino sull’utilità di fare un PIC nei momenti in cui il mercato è molto basso ed in preda al panico (come diceva Rothschild. “il momento di comprare è quando il sangue scorre per le strade”), non si trovano d’accordo sul modo migliore di fare un PAC.

In questa discussione Rossi sostiene che il miglior modo di fare un PAC sia quello di acquistare le quote a cadenza regolare, in ogni condizione di mercato (rialzista o ribassista) mentre Bianchi sostiene che sia meglio farlo durante le fasi in cui il mercato è in calo, proponendo l’uso di una semplice media mobile a 200 giorni (o 10 mesi) come spartiacque per determinare la fase toro (prezzo > media mobile) o orso (prezzo< media mobile). Bianchi ha dapprima proposto di acquistare solo se il prezzo si trova sotto alla media mobile, in seguito ha proposto di raddoppiare le quote quando il prezzo si trova sotto alla media mobile. Il Sig. Verdi, che non ha partecipato alla discussione, la pensa al contrario di Bianchi e acquisterebbe una quota semplice, o magari doppia,  solo nelle fasi di mercato toro (prezzo > media mobile).

Se non avete voglia di leggere tutto vi anticipo il risultato: ha ragione Rossi. I più curiosi però spero vorranno capire il perché.

 

 

Quando mi chiedono sulla base di quali criteri io operi in modalità “scalping”, spesso mi trovo in imbarazzo. Il disagio è dovuto al fatto che non sono quasi mai capace di dare una risposta che riesca a soddisfare il mio interlocutore.  

Infatti attuo le mie scelte operative utilizzando metodi molto personali e di sicuro fuori dai canoni classici adottati da altri trader. Però considero il mio originale approccio al mercato come la sintesi di tanti anni d’esperienza che mi permettono di avvicinare in maniera molto personale l’indice su cui agisco.

 

Se per trading efficiente s'intende quell'attività che cerca di massimizzare il pay-out rispetto ai rischi presi, il money management può tarpare tale efficienza.
L'obbiettivo del formatore o del gestore di portafogli altrui non è il medesimo del trader privato che dovrebbe avere solo quello di cercare di massimizzare i suoi profitti.
Chi vuole insegnare, chi ha la responsabilità nel gestire e formare altri aspiranti trader non ha giustamente come obbiettivo la massimizzazione del profitto del suo cliente. Il buon senso, infatti, vuole che l'attenzione in questi casi debba essere rivolta prima di tutto alla salvaguardia del patrimonio del cliente, secondariamente alla alta performance del medesimo.